CRANIOTOMY – Supply Of Flesh Came Just In Time

 
Gruppo: Craniotomy
Titolo: Supply Of Flesh Came Just In Time
Anno: 2013
Provenienza: Slovacchia
Etichetta: Amputated Vein Records
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TRACKLIST

  1.  Mr. Butcher
  2. Vomiting Bloody Pieces Of Undigested Body
  3. Pathological Dependence On Autopsy Stench
  4. Buried Alive
  5. Endless Torture
  6. Executioners Violation
  7. Psychopats Apprentice
  8. He Torture The Brain With A Drill
DURATA: 31:43
 

Chi non ha un macellaio di fiducia? Volete mangiare carne al sangue, affogarvi nelle frattaglie e spanzarvi di fegato? Ognuno di noi si rivolgerà a quell'uomo che sapientemente porterà in tavola ciò che ci piace addentare. Questo discorso probabilmente non ha niente a che fare con la musica, parlando però degli slovacchi Craniotomy — band nella media ma alquanto affidabile e precisa — lo trovo calzante, dato che abbiamo a che fare con un quartetto di mattatori da macello sonoro che conosce a menadito il suono e le soluzioni adatte a inondarvi di una vomitante e sanguinolenta sensazione di carneficina in corso.

La band proveniente da Hlohovec non è composta da novellini e, dopo aver visto i propri lavori prodotti da etichette est-europee come la ceca Grodhaisn Productions e la connazionale Forensick Music, è entrata a far parte della truculenta famiglia della giapponese Amputated Vein, che ne supporta la quarta uscita intitolata "Supply Of Flesh Came Just In Time"; solo per il nome potrebbe finire fra le colonne sonore papabili per un film zombie ultra-splatter.

Come suonano questi musicisti? È gente che sa quello che fa, il lavoro chitarristico di Roman Halmo — pur macinando a ripetizione e mantenendo l'atmosfera ossessivamente cupa e carica di groove — non disdegna l'espressione di una fruibilità accattivante. La sezione ritmica che vede Daniel Hanak al basso (e seconda voce) e Lukas Siska alla batteria infila una serie di randellate a spron battuto che non lasciano scampo, nessun secondo fine, l'attacco è pesante e battente; se non è il rullante a scatenarsi furiosamente, è la cassa a martoriare, con le corde di Hanak che per scelta di produzione vengono messe in rilievo. Questo aspetto non mi dispiace, peccato invece per il complesso, entrambi sono formalmente ineccepibili, si percepisce però l'assenza di quel cambio in corsa che avrebbe giovato per mutare un minimo l'andamento a tratti sin troppo lineare dei brani. Una linearità del resto è riscontrabile anche nella prestazione bestialmente profonda e in costante modalità da rigurgito di Rastislav "Pygo" Váry.

Nonostante tutto, signori miei, un disco come questo, una volta premuto il tasto play, si mette completamente a disposizione dell'udito, scaraventandogli contro ciò che vuole, nulla più nulla meno. Magari sarà difficile scegliere quale sia il pezzo migliore dell'album (opterei per "Buried Alive", ma anche "Vomiting Bloody Pieces Of Undigested Body", "Psychopats Apprentice" e l'ultimo "He Torture The Brain With A Drill" non mi dispiacciono affatto), dato che i valori sono abbastanza livellati, tuttavia mai insufficienti, è quindi preferibile goderne in soluzione unica, lasciandosi sfasciare senza ritegno da questo attacco sonoro e accantonare altre storie inutili.

"Supply Of Flesh Came Just In Time" è probabilmente un album esclusivamente per ossessionati dal genere. Se lo siete, non mancate l'ascolto.

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