CRAWLING QUIET – Between Shadows And Light

 
Gruppo: Crawling Quiet
Titolo:  Beetween Shadows And Light
Anno: 2009
Provenienza:   Canada
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Phatogna
  2. Too Many
  3. Whispers From The Deep
  4. Vnl
  5. Battle Ground
  6. Sleepless Light
  7. Neily's Jig
  8. Muddy Water
  9. Drown The Witch
  10. Killer Neath The Surface
  11. Move On
  12. Shadow Dance
DURATA: 59:34
 

Terzo lavoro per la creatura di Mark Trudeau, il solo project Crawling Quiet dopo aver dato alla luce l'omonimo e "Interlude" si lancia finalmente conscio della propria maturità artistica in una nuova prova dal titolo "Beetween Shadows And Light".
Come al solito è sempre lui a condurre i giochi supportato da vari guest alla batteria, mandolino, piano e backing vocals.

L'album si presenta più roccioso e rifinito nel sound, già dall'opener "Phatogna" uno strumentale possente e monolitico si notano i grossi passi in avanti fatti, molto più pulita senza perdere in impatto, qualità avvalorata anche nella successiva "Too Many".

Si muove sugli ormai consueti territori carichi di groove con influenze stoner/doom e passaggi al limite del noise che fanno della proposta un non semplice ascolto.
Un lavoro mastodontico, racchiude un'ora di musica decisamente greve nei toni, Mark giostra meglio l'uso della voce passando da tonalità di richiamo Metallica al delirio Fu Manchu ad altre che sembrano degne di "Bleach" dei Nirvana.

La lunga "Whispers From The Deep" racchiude al meglio le sue varianti vocali, mostra un dinamismo e una forza non da poco, molto diversa dalla successiva "Vnl" più intraprendente e sbarazzina.
L'accoppiata "Battleground"/"Sleepless Light" denota ulteriori sfaccettature, chitarra acustica (nell'intro) e movenze heavy nella prima si fondono all'interno di una costruzione robusta, nella seconda invece si tende ad evocare lo spirito primi anni novanta devoto al movimento di Seattle condito da una furia e incisività prettamente metal.

"Neily's Jig" è il brano di rottura, una ballata folk che si trascina su se stessa sino a diventare puro rumore ma è tempo che i ritmi tornino a farsi incalzanti ed è "Muddy Water" a porre le situazione in chiaro.
I giri si rialzano non eccessivamente, quel tanto da ridare abitudine all'orecchio, è la sua ridondante ossessività il punto di forza.
Sarà quindi "Drown The Witch" a riscatenare la follia in maniera rapida ed efficace.
Con "Killer Neath The Surface" ci troviamo dinanzi al secondo episodio pachiderma della release, ennessima traccia varia, adrenalinica ed è questo il sentiero che viene battuto anche da "Move On" desertica e polverosa per la gioia di chi ama il lato Kyuss di certe opere.

La conclusiva "Shadow Dance" pone chiusura al disco in maniera più thrashy e accattivante con una buona esecuzione solistica al suo interno.
Trudeau ha saputo evolvere le sue scelte di partenza affinandole, migliorando nettamente in ogni release, trovando soluzioni nuove sia nello stile di cantato sia nell'accostamento consapevolmente complicato dei generi.

Il supporto dei guest è determinante per la riuscita di questo "Beetween Shadows And Light", la prestazione del batterista Jory Lane è decisamente degna di nota per la sua sua natura istintiva e genuina, gli inserti di piano e le voci a sostegno si sono rivelati orpelli interessanti, indovinati.
Ci sono ancora falle da coprire, non tutti brani riescono nell'intento di colpire come dovrebbero e alle volte risultano dispersivi, troppa carne al fuoco rischia di essere nociva.

Stavolta la produzione è più levigata e precisa rispetto al passato, mette in risalto le qualità più pesanti e acuisce il valore complessivo dell'album che ha decisamente bisogno di una spinta notevole soprattutto quando tende più al noise/rock.
La maturazione è arrivata, la personalità è finalmente uscita fuori, una band da seguire per chi non ama fossilizzarsi e ascolta musica che varchi i confini della classica dicitura metal.

 

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