Crépuscule D'Hiver - Par-Delà Noireglaces Et Brumes-Sinistres

CRÉPUSCULE D’HIVER – Par​​-​​Delà Noireglaces Et Brumes​​-​​Sinistres

Gruppo:Crépuscule D’Hiver
Titolo:Par-Delà Noireglaces Et Brumes-Sinistres
Anno:2020
Provenienza:Francia
Etichetta:Les Acteurs De L’Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. Que Gloire Soit Nôtre!
  2. Le Sang Sur Ma Lame
  3. Héraut De L’Infamie
  4. Tyran De La Tour Immaculée
  5. Le Souffle De La Guerre
  6. Les Larmes D’Un Spectre Vagabond
  7. Par-Delà Noireglaces Et Brumes-Sinistres
DURATA:01:09:16

Le one-man-e-mezzo-band non sono un’occorrenza sporadica nel sottobosco del metallo nero, soprattutto quando si tratta di colonne sonore perfette per una di quelle sessioni di Dungeons & Dragons che si trascinano per ere geologiche. Così ci appaiono i Crépuscule d’Hiver, freschissimi del loro primo album Par-Delà Noireglaces Et Brumes-Sinistres. La pubblicazione fa seguito al demo Songes Hérétiques del 2018 e ne estende la fermezza nelle intenzioni: atmosfere cupe, sonorità rigidamente crude, tematiche medievaleggianti nei testi e nelle melodie (per quel che può significare dal punto di vista storico, s’intende).

Se siete avvezzi a recensioni underground, probabilmente starete pensando che la mia introduzione non è particolarmente originale. Non vi preoccupate, non siete i soli a rimuginare su contesti già sentiti, lo sto facendo anch’io mentre riascolto il disco in questione. Potrei trovare paragoni arguti e originali, ma vi garantisco che sarebbero piuttosto fuori luogo: il nostro one-man Stuurm (in compagnia dell’e-mezzo N.K.L.S., collaboratore per sezione ritmica e assoli di chitarra) ricade in quel mare magnum di progetti che non viene sferzato da correnti innovative né tantomeno rivoluzionarie, ma che veleggia senza intoppi su acque conosciute. Quando in ambito metal (in un certo black, sicuro, ma in primis in quella porcata immonda che è il folk di bassa lega; sì, mi assumo tutte le responsabilità di quest’uscita) si nomina il Medioevo, il più delle volte ci si inzacchera in una visione ingenua e piena di cliché. È un ostacolo in cui tocca incappare, se non si vuol rischiare di perdere lavori di prima qualità, pertanto anche ai nostri francesi perdoniamo questi scenari un tantino sempliciotti. Il lavoro è tutto sommato riuscito, però non nego che avrei desiderato più intransigenza nel risultato finale.

Merita senza dubbio una menzione d’onore la cura nell’estetica del digipak: accattivante, ben fatto e pertinente all’ottica del progetto. Insieme al comparto grafico, anche il titolo del disco evoca paesaggi fantasiosi dai nomi che potremmo scorgere tra le righe di un romanzo di Tolkien (Nerighiacci, Nebbie-Sinistre) e di certo contribuirà a farlo notare agli amanti dei Summoning e del nostro uomo-pipistrello preferito, il caro Mortiis. Magari con un po’ di pratica e una maturazione del gusto personale, il buon Stuurm potrebbe aspirare a diventarne l’erede.

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