CRIPPLE BASTARDS – Variante Alla Morte

 
Gruppo: Cripple Bastards
Titolo: Variante Alla Morte
Anno: 2008
Provenienza: Italia
Etichetta: FETO Records
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TRACKLIST

  1. Faccia Da Contenitore
  2. Variante Alla Morte
  3. Pedinati
  4. Allergie Da Contatto
  5. Insofferenza
  6. Lo Sfregio E Le Sue Ombre
  7. Inverno Nel Ghetto
  8. Spirito Di Ritorsione
  9. L'Uomo Dietro Al Vetro Opaco
  10. Sorriso Decubitale
  11. Stimolo Chimico
  12. Cedimento Strutturale
  13. Sangue Chiama
  14. Implacabile Verso Il Suo Buio
  15. Stupro E Addio
  16. Confessionale In B&N
  17. Marchio Catastale
  18. Gli Anni Che Non Ritornano
  19. Karma Del Riscatto
  20. Regredito A Che Punto
  21. Falsificato Ideale
  22. Sottoposti Al Taglio
  23. Conquista Dell'Isolamento
  24. Auto-Azzeramento
DURATA: 31:58
 

"Variante Alla Morte" segna il ritorno di uno dei maggiori esponenti del grindcore italiano, i Cripple Bastards. A distanza di cinque anni dall'ultimo album ufficiale, il quartetto di Asti rientra sul mercato sotto l'ala protettrice della FETO Records, etichetta dei ben noti Mike Kenney e Shane Embury (rispettivamente Anaal Nathrakh e Napalm Death).

Quello che la band ci propone è il lavoro più curato e maturo della sua carriera: produzione potente e cristallina, composizione ispirata e una varietà stilistica mai raggiunta nei dischi precedenti. Si passa infatti da violente sfuriate crust-punk a canzoni più propriamente death-grind per la gioia dei fans dei Nasum, ad altri passaggi più lenti e monolitici, spodestati da feroci cambi di tempo. Ed è proprio in questo frangente che si nota un notevole miglioramento da parte di ogni singolo elemento: la prestazione vocale di Giulio "The Bastard" è varia e aggressiva, così come l'operato di Al Mazzotti dietro le pelli. Lodevole anche il lavoro ritmico svolto rispettivamente da Der Kommissar (mai le chitarre sono state così graffianti nelle precedenti uscite) e da Schintu "The Wretched" (il basso non viene mai soffocato dagli altri strumenti, anzi è ben udibile per tutta la durata del disco).

Mi sembra inutile commentare tutte le ventiquattro tracce che formano questo disco, anche perché "Variante Alla Morte" è un lavoro da consumare così com'è dall'inizio alla fine, per tutti i suoi trentadue minuti scarsi di durata. Un disco in grado di dare enormi soddisfazioni, anche se i vecchi fan del gruppo potrebbero storcere il naso a causa di una virata stilistica troppo forte (questo è riferito soprattutto a chi — come il sottoscritto — ha adorato un album come "Misantropo A Senso Unico") che ha bisogno del suo tempo per essere compresa appieno.

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