CROMÌA OSCURA / VELCHANS / KRATOS – Ypogeios

CROMÌA OSCURA / VELCHANS / KRATOS – Ypogeios

 
Gruppo: Cromìa Oscura / Velchans / Kratos
Titolo: Ypogeios
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Lupus Niger Prod. And Distro
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TRACKLIST

  1. Cromìa Oscura – Prelude To Emptiness
  2. Cromìa Oscura – Blackened Storm
  3. Cromìa Oscura – Cromosoma Negativo
  4. Cromìa Oscura – Terrestrial Dawn Of Claustrophobia
  5. Velchans – The Temple
  6. Velchans – Pontifex Volcani
  7. Velchans – III
  8. Kratos – Evokation Of Hades
  9. Kratos – Deus Occultus
  10. Kratos – Numen
DURATA: 40:09
 

In occasione dello split a tre "Ypogeios", la piccola etichetta partenopea Lupus Niger sposta il proprio sguardo verso la Sicilia, riunendo le formazioni di Cromìa Oscura, Kratos e Velchans in un'unica opera. Si tratta di entità dedite al black metal e attive da diversi anni, tuttavia rimaste ancorate all'underground più profondo.

La prima band ad apparire è il quartetto catanese dei Cromìa Oscura, attivo dal 2009, con un poker di tracce scritte dal chitarrista Damien Aldwych Oscura e registrate agli inizi del 2014; si tratta della compagine con maggiore esperienza a livello di uscite discografiche, l'unica ad avere pubblicato un album. Ci troviamo di fronte un black metal abbastanza massiccio e livoroso, che non manca comunque di offrire soluzioni più immediate (come i semplici ritornelli di "Prelude To Emptiness" e "Cromosoma Negativo") o atmosfere stratificate. "Blackened Storm" è nervosa e flirta col doom metal, senza mancare di un impulso prescrittivo e severo, dettato in special modo dalle cannonate della batteria, mentre "Terrestrial Dawn Of Claustrophobia" è un maelstrom di elementi, con voci che si rincorrono, un ringhio degno di Attila Csihar e saliscendi ritmici vigorosi con annesse esplosioni di potenza.

La porzione centrale della scaletta è occupata dai Velchans, un quintetto di Enna fondato nel 2003 con alle spalle due demo; le tre canzoni presenti sono state registrate nell'ottobre del 2014. Il black metal dei Nostri ama avventurarsi in territori fortemente claustrofobici e rallentati, come dimostrano le sezioni di stampo doom  sparse in tutte le tracce, tuttavia non si limita a questo ma trova anche la forza per essere più diretto e severo, complice lo scream intelligibile — più urlato che graffiante — ma inflessibile di Zodd, oppure più maestoso (come nel corso di "Pontifex Volcani", dotata anche di un coro in voce pulita ritualistico). "III" infine è la composizione dal maggior tiro, presenta inoltre un assolo, però non manca di un rallentamento atmosferico.

Arrivati al turno dei Kratos, terzetto sorto nel 2007, assistiamo a una regressione sonora e stilistica palese. I brani (incisi a dicembre 2013) sono più rozzi, sferzanti ed elementari, lo stile è primordiale e sa di anni '80, praticamente un demo, tuttavia serpeggia sempre (almeno) in sottofondo un'idea melodica e non si sfocia mai nel caos puro. All'interno di "Numen" il cantato in italiano riporta invece il gruppo alla tradizione tipicamente italiana (penso precisamente agli Imago Mortis), di cui Inchiuvatu fu la massima (e peculiare) espressione siciliana.

Per quanto proposto, Cromia Oscura e Kratos risultano progetti non certamente impeccabili ma in grado di mettersi alla prova, concretizzando le proprie idee all'interno di un vero e proprio album, mentre i Kratos si trovano a uno stadio meno evoluto (non solo stilisticamente) e necessitano ancora di rodaggio. Solo il tempo potrà dirci dove arriveranno questi tre gruppi.

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