CROWN OV HORNS – Infernvus Dominatvs

CROWN OV HORNS – Infernvus Dominatvs

Informazioni
Gruppo: Crown Ov Horns
Titolo: Infernvs Dominatvs
Anno: 2011
Provenienza: Malesia
Etichetta: Evil Dead Production
Contatti: myspace.com/crownovhorns
Autore: Mourning

Tracklist
1. Dethrone The Emperor
2. Firestorm Of Hate
3. From Dust To Oblivion
4. Warfare And Bloodshed
5. Hill Of The Poisonous Trees
6. The Oriental Sun
7. Operation Searchlight
8. The Machete

DURATA: 39:19

CROWN OV HORNS - Infernvus Dominatvs I Crown Ov Horns sono malesi, una costola dei Mantak, la line up è infatti composta da due personaggi che risulteranno noti a chi segue il metal estremo asiatico, parlo di Shaun Yazeed e Kevin Helvete, il primo ricopre il ruolo di drummer anche in questa realtà mentre il secondo si diletta con le chitarre avvalendosi di session per la voce, affidata Raji, e il basso, ad Aril, almeno per ciò che concerne le prestazioni “on stage”.
“Infernvs Dominatvs” è il primo disco full della formazione, nuovo però solo a metà, le quattro tracce iniziali sono del tutto inedite, dalla quinta alla conclusiva sono state riprese quelle contenute precedentemente nell’ep “Ungodly Supremacy” del 2009.
Quaranta minuti di death metal che “subisce” in maniera palese ma gradevole le influenze sia dal versante statunitense (Morbid Angel in primis) che da quello europeo (i Vader sono evidenti nell’impostazione e nelle scelte di sound del duo), ciò comporta da un lato avere a che fare con un nulla di nuovo evidente, dall’altro il poter cibarsi di canzoni che evitando particolari fronzoli si spingono e martellano, si vedano gli up-tempo dell’opener “Dethrone The Emporer” e “From Dust To Oblivion”, la pura violenza di “Firestorm Of Hate”, risultando più coinvolgenti nel momento in cui la formula basata su “ferocia più svolta lievemente melodica” viene leggermente variata. È il caso di “Warfare And Bloodshed”, cupa e decisamente debitrice per ispirazione all’angelo morboso dell’era Rutan/Tucker, e “The Machete”, fornita di disparati cambi di tempo e una buona carica atmosferica.
In poche parole non c’è molto da criticare nell’operato dei Crown Ov Horns, così come però non vi è modo di esaltarsi per un platter, “Infernvs Dominatvs”, che pur viaggiando su un terreno “sicuro” non è capace di assestare puntelli capaci di dare ai pezzi quel quid ancora assente.
C’è ancora strada da fare, hanno solo bisogno di andare oltre quello steccato che li rinchiude nel limbo dei tanti “ammiratori” della vecchia scuola che devono trovare un pizzico di personalità, sarà quella la chiave di volta per comprendere se i Crown Ov Horns rimarranno dei discreti gregari o potranno divenire in futuro una formazione di spicco.

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