Cruel Life Inside - Eclipsis Vitae

CRUEL LIFE INSIDE – Eclipsis Vitae

Gruppo:Cruel Life Inside
Titolo:Eclipsis Vitae
Anno:2021
Provenienza:Italia
Etichetta:Casus Belli Musica / Beverina Productions
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TRACKLIST

  1. Dolor
  2. Ignis
  3. Fletus
  4. Infirmus
  5. Vernus
  6. Loricum
  7. Cura
DURATA:41:36

È da ormai parecchio tempo che attendo impazientemente l’uscita di Eclipsis Vitae, album d’esordio dei calabresi Cruel Life Inside inizialmente annunciato per febbraio 2020 e in seguito posticipato di tredici mesi a causa della pandemia. Sin dal primo ascolto del singolo Loricum, uscito nel 2019, mi sono chiesto se tutto l’album sarebbe stato all’altezza del brano rilasciato in anteprima, e devo dire che le mie aspettative sono state ampiamente soddisfatte e perfino superate.

Eclipsis Vitae, nei suoi quarantun minuti, riesce a condurre per mano l’ascoltatore attraverso differenti stati d’animo grazie a un’atmosfera onirica e malinconica, tipica del black metal atmosferico nel quale i calabresi affondano le proprie radici, arricchendolo ulteriormente con chitarre acustiche, suoni naturali e tastiere. Le influenze citate dalla band vanno dai ColdWorld ai Woods Of Desolation, agli Harakiri For The Sky, ai primi Katatonia, e le parti acustiche ricordano in parecchi passaggi gli Agalloch di The Mantle. L’immaginario dei Cruel Life Inside si concretizza in un suono ricco e curato nei minimi dettagli, in cui le chitarre la fanno da padrone tra riff, power chord, assoli e sezioni acustiche. La voce segue con eccezionale versatilità ogni variazione, passando dallo screaming a momenti praticamente sussurrati, ad altri decisamente più melodici. È notevole anche il ruolo svolto dalle tastiere che, pur restando a lungo in secondo piano, diventano le protagoniste assolute di alcuni interludi.

Per quanto all’apparenza scorrevole e orecchiabile, Eclipsis Vitae necessita di diversi ascolti al fine di essere pienamente compreso ed apprezzato in tutte le sue sfaccettature: la cura negli arrangiamenti e nella produzione è maniacale, cosa davvero sorprendente se si pensa che la registrazione e il mixing sono stati realizzati interamente dai tre componenti senza praticamente alcun aiuto esterno. La caratteristica che salta subito all’orecchio dell’ascoltatore è la differenza tra i vari brani, tutti perfettamente distinguibili e simboleggianti uno stato d’animo differente, il cui susseguirsi rappresenta una sorta di viaggio che inizia dalla rabbia di “Ignis”, passando per la tristezza di “Fletus” fino ad arrivare alla purificazione di “Vernum” e alla gioia di “Loricum”.

L’intero album è pregno di riferimenti alla natura selvaggia e misteriosa della Sila, che funge da perfetto sfondo all’immaginario dei Cruel Life Inside: la copertina di Eclipsis Vitae rappresenta per l’appunto un’eclissi lunare fotografata dalle montagne calabresi, e nel booklet troviamo una splendida fotografia notturna dei boschi di cui la regione montuosa pullula, riprodotta con cura dai russi della Casus Belli che da sempre prestano una grande attenzione nella realizzazione dei digipak.

Eclipsis Vitae è un album ben realizzato, curato nei minimi dettagli e prodotto in un periodo decisamente complicato, del quale è in parte il frutto, volendo però rappresentare in un certo qual modo anche una sorta di via d’uscita, come è facilmente intuibile dalla chiusura di “Loricum”. In conclusione, si tratta di un disco coinvolgente, profondo e ricco di sfumature, che merita di essere ascoltato almeno una volta, specie da chi si ostina a dire che nel panorama estremo italiano non c’è nulla di interessante.

«Now the dark clouds above
Are far away in other times
Far away in other skies
Where the sun slowly dies»

(“Loricum”)
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