CRUENTA LACRYMIS – Sweetness And Blasphemy

 
Gruppo: Cruenta Lacrymis
Titolo: Sweetness And Blasphemy
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Metal Scrap Records
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TRACKLIST

  1. Intro – The Era Of Cruenta Lacrymis
  2. The Steersman's Course
  3. Mother Of Sigh
  4. Burning Spirit
  5. Sicarius
  6. The Ghost Of The Jew
  7. Downward
  8. Circle Of Damnation
  9. Bloody Revenge
  10. Luxury
  11. False History
  12. Sound Of Soul
DURATA: 59:43
 

Sembra che la nostra Penisola abbia una particolare propensione verso il Black Metal sinfonico, tanto che il numero di band dedite a questo stile è più grande di quanto pensassi. Purtroppo molte di esse rimangono avvolte nell'ombra per diversi motivi, tuttavia altre sono riuscite a guadagnarsi un proprio spazio. I padovani Cruenta Lacrymis sono una giovane realtà che con "Sweetness And Blasphemy" debutta in questa scena dopo un solo demo eponimo del 2013.

La musica proposta urla a gran voce il nome Cradle Of Filth, le sonorità sono evidentemente ispirate alle diverse ere degli inglesi nei suoni delle tastiere, in una buona parte dei riff e in generale nello stile compositivo. Per certi versi, in realtà, i nostri connazionali risultano più aggressivi e meno teatrali: le parti di chitarra sono spesso più frenetiche, le influenze Death Metal si fanno sentire a più riprese e lo scream è decisamente meno acuto di quello di Dani Filth. L'album dovrebbe inoltre essere suddiviso in due sezioni, una più dolce e una più blasfema come suggerito dal titolo, ma effettivamente le differenze tra la prima e la seconda metà non sono poi così marcate.

Il disco non è assolutamente un brutto prodotto, ma è penalizzato da difetti probabilmente dovuti alla poca esperienza. Prima di tutto, la personalità della band è sicuramente ancora in fase di sviluppo: viene fin troppo facile paragonare la musica dei Cruenta Lacrymis a quella di molte, troppe altre realtà; ciò non sarebbe necessariamente un male, se non fosse per l'assenza di un qualsiasi elemento che possa renderli più interessanti o anche solo leggermente diversi. Alcune scelte tecniche, inoltre, vengono sfruttate in modo esagerato e sempre allo stesso modo; un esempio sono i cambi di tempo repentini, che in più brani vengono riproposti senza molte differenze, risultando alla lunga prevedibili. Ne consegue che i pezzi diventano spesso troppo simili tra loro, rendendo i quasi sessanta minuti di musica leggermente pesanti.

Come già detto, però, non stiamo parlando di un lavoro da cestinare. Le composizioni sono per la maggior parte coerenti, salvo alcuni passaggi qua e là non perfettamente legati tra loro. I riff sono sicuramente semplici, qualcuno potrebbe anche dire in modo esagerato, tuttavia nel contesto risultano efficaci in più di un'occasione; la collaborazione della sei corde con le tastiere è buona, proprio per questo motivo "Circle Of Damnation" risulta uno degli episodi migliori, con una parte centrale semplicemente epica. Altra caratteristica da non sottovalutare è la capacità di cambiare tempi in continuazione, poiché — nonostante sia ancora da limare, come anticipato sopra — contribuisce pesantemente a rendere l'album meno monotono. Effettivamente, un elemento su cui la band potrebbe puntare maggiormente in futuro è costituito dai rallentamenti: il finale di "Sicarius" ne è l'esempio migliore, ma sono disseminati in tutto il disco e il gruppo dimostra di saperli sfruttare con maestria. Tutti i musicisti offrono una buona prestazione sia singolarmente che come band, da migliorare solamente nella varietà che al momento non è sicuramente al massimo delle proprie potenzialità. La produzione consente infine di apprezzare ogni singolo strumento, valorizzando le peculiarità di ognuno.

Tutto sommato, parlare male di "Sweetness And Blasphemy" sarebbe sbagliato: i difetti ci sono, ma col tempo e con l'esperienza possono essere eliminati. Non bisogna dimenticarsi che è anche grazie ad album standard come questo che un genere riesce a mantenersi in vita. Per il momento, comunque, consiglierei di dare un ascolto ai Cruenta Lacrymis principalmente agli appassionati del Black Metal sinfonico, mentre il resto del pubblico potrebbe faticare a trovare qualcosa di proprio interesse.

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