CRYPTIC – Infinite Torment

CRYPTIC – Infinite Torment

Informazioni
Gruppo: Cryptic
Anno: 2009
Etichetta: Self-Released
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Kingdom Of The Blind
2. Salvation
3. On Wings Of Chaos
4. Extermination
5. New Existence
6. Infected Soul
7. Nightmare
8. Visions From The Abbyss
9. Spiritual Suicide

DURATA: 27:35

CRYPTIC - Infinite Torment La Polonia e il thrash, le realtà che provengono da questa nazione si pongono sempre al limite fra il suddetto genere e la spinta del death primordiale.
L’influenza che una band come gli Slayer ha avuto sul movimento polacco è quasi devastante, di rimbalzo i Vader ne sono diventati l’esponente più longevo, su quelle basi fanno ancora muovere le loro produzioni massicce, anche se con qualche acciacco dovuto all’instabilità della line up di Peter e soci.
I Cryptic e il loro primo album “Infinite Torment” prendono a piene mani dai grandi del death/thrash nazionale, dimostrano già dalle prime battute di “Kingdom Of The Blind” che la lezione impartita in questi due decenni dai vari act maestri Vader e Decapitated come Azarath e Hate sia stata assorbita e venga riproposta nella classica versione più thrashy andante votata alla dicitura zero fronzoli ma tanti pugni in faccia.
“On Wing Of Chaos”, “Infected Soul”, “Visions From The Abyss” non vi sussurreranno parole nuove o emozioni a voi sconosciute, riusciranno comunque a farvi passare una mezz’ora in compagnia di buona musica.
La breve durata del platter infatti fa sì che la vocazione compatta degli episodi renda al meglio, il riffing è carico di deja vù piacevoli che potrete divertirvi a ricollocare nelle varie discografie delle formazioni che vi verranno in mente così come la voce imposta le sue linee su un già sentito eseguito peraltro con una cura sia del growling che degli accenni scream fornendo una varietà discreta alla prestazione.
Non vi sono grosse pecche sostanziali, la produzione regge sia dal lato prettamente legato al supporto del complessivo che nell’evidenziare il singolo strumento.
I Cryptic hanno piazzato un album d’inizio carriera carente in quanto a personalità ma che fa intravedere delle potenzialità crescenti, c’è bisogno di lavorare sulla personalizzazione del sound visto che in ambito compositivo quanto in quello esecutivo i ragazzi sembrano avere chiare le idee.
“Infinite Torment” tirando le somme è un buon disco di death/thrash canonico saldamente ancorato alle radici della madre patria, per chi segue il genere, ami o meno il made in Poland un ascolto lo dia, chissà che nel frattempo qualche label più attenta all’underground non li metta sottocontratto?

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