Cult Graves - Strange Customs

CULT GRAVES – Strange Customs

Gruppo:Cult Graves
Titolo:Strange Customs
Anno:2021
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Godz Ov War Productions
Contatti:Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Abomination Rites
  2. Necrophidius
  3. Strange Customs
  4. Cruor Upheaval
  5. Ritual Suicide [Demo ’18]
  6. Hand Of Glory [Demo ’18]
  7. Astral Hauntings [Demo ’18]
  8. Bloody Noose [Demo ’18]
  9. Cult Graves [Demo ’18]
DURATA:36:49

Dovrebbero essere strane usanze, Strange Customs, quelle dei Cult Graves, e invece una volta fatto partire l’EP del duo californiano la sensazione è di familiarità, di focolare domestico, di casa. La casa del demonio.

Strange Customs è uscito sul finire del 2020 come EP da quattro canzoni su cassetta, ma Godz Ov War decide di dare fiducia a questa neonata formazione death metal, che all’attivo aveva soltanto un demo datato 2018, e propone su CD e in soluzione unica sia l’EP dell’anno scorso che il demo del 2018, portando il minutaggio del disco a quello di un album vero e proprio senza particolari scossoni, visto che i due lavori dei Cult Graves non differiscono in modo particolarmente sensibile. Sempre di death metal a tinte black si tratta, sempre di morte e devastazione si parla.

Le coordinate su cui sceglie di muoversi la band di San Jose sono piuttosto semplici: ci sono le chitarre, c’è un blast beat perenne, ci sono urla strozzate e gorgoglii che salgono dall’abisso, c’è il caos tutto intorno. I Cult Graves non pubblicano i testi delle loro canzoni perché, dai, davvero un titolo come “Abomination Rites” ha bisogno di ulteriori spiegazioni? Addirittura aggiungono quel tocco esotico e colto con “Cruor Upheaval”, mettendo in mostra qualche rudimento latino (cruor significa sangue) che in fin dei conti però rivela soltanto altre mazzate nelle gengive.

Rispetto alla media delle uscite death e black così underground, le Strange Customs dei Cult Graves riescono a essere ancora più fredde e ancora più spettrali, grazie a una produzione gelida e minimale, una roba che se i due anonimi musicisti mi dicessero di aver registrato sia il demo che l’EP nella cappella di un cimitero non avrei motivo di dubitarne. E proprio questa spettralità, assieme all’atmosfera orrorifica che permea tutti questi quaranta minuti di musica, riesce a dare quel non so che di sbagliato, e quindi di giustissimo, al dischetto che ho tra le mani. Un lavoro per pochi(ssimi), di genere e dove l’innovazione non è pervenuta, ma che per qualche motivo funziona. Sarà l’influsso di Satana.

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