CULT OF TERRORISM – Megváltozhatatlanság

Gruppo:Cult Of Terrorism
Titolo:Megváltozhatatlanság
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Toten Schwan Records
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TRACKLIST

  1. Mitochondria, O Sindrome Di LeTour [con 52-Hearts Whale]
  2. Uπναγωγικών (Uno Studio)
  3. Qualcosa È Perduto
  4. Il Sequestro Emozionale Prima Dell’Ultimo Gesto
  5. La Fortezza Di Spine [con Valerio Orlandini]
  6. Notturno (Il Tuo Cuore È Sacro) [con Testing Vault]
  7. Megváltozhatatlanság [con meanwhile.in.texas.]
DURATA:36:08

Capita ormai sempre più spesso che artisti del panorama dark ambient-sperimentale italiano uniscano le forze o si supportino a vicenda, tant’è che sembra essersi formata una vera e propria famiglia allargata comprendente etichette e musicisti di ogni angolo del Paese; ne abbiamo parlato tempo fa in occasione dell’uscita di L+Esistenze di Petrolio, ne riparliamo a proposito di Megváltozhatatlanság, secondo album di Cult Of Terrorism, incarnazione musicale di Joshua Pettinicchio.

Dopo Il Freddo Di Quel Che Esiste (2017, Dio Drone), la cui deriva tematica ruotava attorno all’accettazione del lutto, Pettinicchio approfondisce ancora una volta l’incapacità umana di controllare/cambiare determinate situazioni; lo fa con con Megváltozhatatlanság (immutabilità in magiaro), insieme a un buon numero di compagni di ventura: l’obiettivo è quello di dare al tema un’interpretazione ad ampio spettro, per cui la partecipazione di quattro artisti — non semplici ospiti ma veri e propri co-protagonisti — risulta funzionale se non addirittura essenziale. Le sette tracce pur presentandosi come un corpus piuttosto organico e quindi con una immutabilità di fondo, infatti, conservano le proprie peculiarità, soprattutto quelle scritte ed eseguite a quattro mani. È il caso di “Mitochondria, O Sindrome Di LeTour”, realizzata assieme a 52-Hearts Whale (Jacopo Mittino), che coi suoi droni liquidi apre il disco e ci introduce a una terzina di brani appannaggio del solo Cult Of Terrorism: la sezione più cruda dell’intero lavoro e forse anche la più imprevedibile; in questo senso spicca “Il Sequestro Emozionale Prima Dell’Ultimo Gesto”. La musica si fa più stratificata ne “La Fortezza Di Spine”, su cui si inseriscono il testo marcissimo e quindi il parlato di Valerio Orlandini; atmosfere putrefatte che sfumano in “Notturno (Il Tuo Cuore È Sacro)”, fra le cui sensazioni ovattate passeggia l’anima di Testing Vault (Daniele Santagiuliana) fino all’ultima porta, rappresentata dalla title track. “Megváltozhatatlanság” ripropone l’ambient fluida assaggiata all’inizio dell’album con aggiunte gassose e la firma di meanwhile.in.texas. (Angelo Guido).

L’ineluttabilità secondo Cult Of Terrorism e i suoi sodali ha tante forme, e l’ascolto di questo disco può essere un modo per predisporsi ad affrontarla e quindi ad accettarla. Megváltozhatatlanság, a dispetto della complessità linguistica del suo titolo, è meno ermetico di quanto non sembri, e ha in seno tutte le caratteristiche per entrarvi dentro e farvi sia bene che male.

P.S. Una piccola nota d’encomio per il bellissimo artwork curato da NERA, all’anagrafe Valentina Senese.

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