CULT OF VAMPYRISM – Aporia

 
Gruppo: Cult Of Vampyrism
Titolo: Aporia
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Mercy Despise Records
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TRACKLIST

  1. La Mezzanotte Profonda
  2. Absynthe
  3. Sorcery
  4. Dei Compassionevoli
  5. Aporia
  6. Anthem For A Lie
  7. Something Special For You
DURATA: 42:55
 

"Aporia", termine che in filosofia indica una difficoltà di fronte alla quale viene a trovarsi il pensiero nella sua ricerca (eliminabile o meno), è il secondo album dei Cult Of Vampyrism e rappresenta l'incarnazione 2.0 del gruppo di Trismegisto, che ha riorientato il progetto alla luce dei cambiamenti avvenuti in formazione, dove è rimasto come unico strumentista e compositore. L'incontro con Morgenstern (al secolo Piera G.), che si è occupata della voce e dei testi, ha garantito poi l'afflusso di nuove energie provenienti da altri campi musicali.

Le differenze col precedessore "Fenomenologia" sono piuttosto palesi, poiché il nuovo approccio vocale pulito e duttile unito a un suono meno massiccio e soffocante (con spunti stoner) ha fatto emergere un'aura — definita a ragione dalla band stessa — esoterica nel doom metal suonato, rafforzata dall'utilizzo delle tastiere. Morgenstern possiede la giusta flessibilità per adagiarsi sulle note cangianti, accentuando l'umore della musica, e divenendo ora più eterea ora più acida o "gotica". Vista però la sua presenza non costante, come nella riflessiva "Dei Compassionevoli", si deduce che la centralità della scena è appannaggio dell'apparato strumentale.

Non pensate comunque a un alleggerimento generalizzato del suono, infatti i primi due terzi di scaletta mostrano una composizione articolata, brani fluidi, ricchi di temi, momenti solistici pregevoli e concettualmente progressivi (nel senso buono della parola), tanto che l'influenza degli anni '70 nel Doom del complesso è evidente. Lo si può notare in "Absynthe", dove i toni quasi lisergici raggiungono l'apice nelle urla finali; mentre "Sorcery" è liturgica e l'apporto dell'organo è fondamentale per "completare" il rituale in corso. Non manca poi nemmeno un rimando sinfonico al passato personale di Trismegisto e alla sua band eponima in "Aporia", segno che il Nostro attinge da un repertorio variegato.

Le due canzoni finali meritano un discorso a parte, in quanto si allontanano dalla formula espressa precedentemente: "Anthem For A Lie" nasce in una forma minimale dominata dalle tastiere, poi viene plasmata lentamente in un pezzo dall'atmosfera gotica che affianca lo scheletro doom; "Something Special For You" invece si rifugia in un intimismo sintetico che è l'ennesima espressione dell'eclettismo di Trismegisto.

Anche sul piano lirico e concettuale è stato imboccato un nuovo indirizzo, più raffinato e ricercato, rinunciando a una buona dose di immediatezza. Non per nulla sono presenti numerose citazioni da "Così Parlò Zarathustra", che offrono spunti di riflessione, spingendo l'ascoltatore a interrogarsi per non fermarsi al primo livello di lettura e alla prima soluzione ipotizzata. Oltre a Friedrich Nietzsche, Morgenstern ha attinto anche da "Gli Uomini Vuoti" (titolo originale dell'opera: "The Hollow Men") di Thomas Stearns Eliot per proseguire la riflessione filosofico-ideologica sul tema caro alla band dell'oppressione operata dal mondo moderno sugli uomini, utilizzando appunto la metafora del Vampirismo.

Cult Of Vampyrism rappresenta la faccia dell'underground più genuino e libero dagli schemi, che lavora in sordina, il luogo in cui dovremmo rifugiarci ogni qual volta un grande nome viene a mancare (per morte fisica o artistica). E purtroppo capita sempre più spesso…

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