Cultum Interitum - Poison Of Being

CULTUM INTERITUM – Poison Of Being

Gruppo:Cultum Interitum
Titolo:Poison Of Being
Anno:2020
Provenienza:Polonia
Etichetta:Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1.  Souldesecration
  2. Into The Ossuary
  3. Funeral Womb
  4. Poison Of Being
  5. Chalice Of Omega
  6. Desecration Of Light
DURATA:33:25

Dal momento in cui mi sono imbattuto per la prima volta nella copertina di Poison Of Being e nel booklet spartano contenente una foto di due individui mascherati e incappucciati, non ho nutrito alcun dubbio sull’attitudine dei Cultum Interitum e sulla purezza della loro proposta musicale. Per quanto molto spesso l’abito non faccia il monaco, l’ascolto dell’album non ha fatto che soddisfare e persino superare le mie aspettative a scatola chiusa.

Appena inserito il cd nello stereo, mi sono trovato infatti di fronte a un vero e proprio assalto sonoro in cui le velocità estreme sono messe da parte in favore di ritmi più cadenzati, riff ipnotici in cui ogni singola nota pesa come un macigno e una voce che sembra provenire da un girone dantesco. Diretto e semplice, il sound dei Cultum Interitum è capace di avvolgere l’ascoltatore in un’atmosfera malsana in modo graduale ma efficace, come un effluvio di un veleno letale ma estremamente lento ad entrare in circolo.

La protagonista indiscussa dell’impianto lirico di Poison Of Being è la Morte, venerata e glorificata in ognuno dei sei pezzi che lo compongono, esaminata morbosamente in ogni sua sfaccettatura e dettaglio. La fascinazione per il Cupo Mietitore è espressa alla perfezione anche musicalmente: i riff sono dissonanti e sinistri, mentre la voce ci fa letteralmente precipitare negli Inferi, con un registro piuttosto grave per gli standard del genere. La produzione, per quanto grezza e lo-fi, lascia spazio alle frequenze medie e basse in modo da rendere ancora più granitiche e incisive le parti di chitarra, l’utilizzo del riverbero invece aggiunge profondità al tutto.

Pur essendo un’opera prima (preceduta soltanto da un ep e una demo) con le sue pecche e i suoi errori, l’album risulta convincente sin dal primo ascolto, e non lascia dubbi riguardo le potenzialità del gruppo. Nonostante i pezzi siano simili tra loro e il disco soffra di un’eccessiva omogeneità, i Cultum Interitum riescono a catturare l’attenzione con qualche soluzione meno ortodossa, come le raffiche di doppia cassa in “Desecration Of Light” o gli arpeggi dissonanti all’inizio di “Into The Ossuary”.

In conclusione, Poison Of Being è un buon album black metal scritto con passione e dedizione, dedicato agli ascoltatori più tradizionalisti che sapranno apprezzare i considerevoli sforzi fatti dalla band polacca per poter produrre un’opera coerente e integra dall’inizio alla fine. Al tempo stesso sappiamo bene come coerenza e attitudine non bastino a mettere in risalto una band qualora manchi di una personalità particolarmente imponente, specie in un anno ricchissimo di uscite (anche memorabili) come lo è stato questo 2020. Per questo motivo, si tratta sicuramente di un buon inizio, per quanto destinato al dimenticatoio e lontano dall’essere memorabile.

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