Cursed Cemetery - A Forgotten Epitaph | Aristocrazia Webzine

CURSED CEMETERY – A Forgotten Epitaph

Gruppo: Cursed Cemetery
Titolo: A Forgotten Epitaph
Anno: 2022
Provenienza: Romania
Etichetta: Dusktone
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TRACKLIST

  1. Daimon
  2. A Forgotten Epitaph
  3. Burned Anchor
DURATA: 59:43

Fino a quando non è arrivato A Forgotten Epitaph, non avevo idea di chi fossero i Cursed Cemetery. Solo a quel punto ho recuperato i lavori precedenti del gruppo di Timișoara e scoperto che al suo interno militano due figure di primo piano della scena estrema romena, Emilian “Fulmineos” Matlak e Daniel “Khrudd” Neagoe. Il primo, fondatore del progetto addirittura nel lontanissimo 1997 e a lungo unico membro, ha all’attivo quasi tre decenni di scorribande underground più o meno note, tra le quali vale la pena di nominare gli Argus (poi Argus Megere), i Katharos XIII e gli Ordinul Negru. Neagoe invece si è aggiunto al gruppo soltanto di recente, e A Forgotten Epitaph è il suo primo lavoro registrato con la band in qualità di batterista e cantante aggiunto, ma il suo curriculum tra esperienze correnti e passate vanta Aphonic Threnody, Eye Of Solitude, Ennui, Pantheist, Unfathomable Ruination, Shape Of Despair e una valanga di altri nomi. A completare la formazione dei Cursed Cemetery, un misterioso “M II” al basso di cui non è dato sapere nulla.

Nonostante sia Matlak che Neagoe collaborino frequentemente con la connazionale Loud Rage, A Forgotten Epitaph arriva battendo il vessillo di Dusktone, e con questo titolo l’etichetta comasca mette a referto un’ottima produzione. I Cursed Cemetery nei loro venticinque anni di carriera hanno cambiato pelle più volte, da one man band a gruppo vero e proprio, da progetto death-black a band black metal a forti tinte ambient e oggi, al traguardo del quarto album in studio in un quarto di secolo, si presentano ancora una volta con un volto differente. Forse le molte esperienze di Neagoe in ambito doom hanno avuto un peso, perché per questo nuovo lavoro i romeni optano per la via del funeral, e lo fanno con una discreta classe.

Tre brani per quasi un’ora di musica, con lunghi inserti dark ambient, che però sostanzialmente si dedicano al funeral doom di matrice melodica, con cui i Cursed Cemetery si votano al verbo di Pantheist e Shape Of Despair, costruendo un muro di suono laddove necessario e lavorando per sottrazione in momenti dove sono le atmosfere a essere padrone. I tempi sono ovviamente dilatati, ma questo non impedisce a Fulmineos di infilare qua e là degli spunti di chitarra semplici quanto azzeccati, e in particolare la title track, che con il suo quarto d’ora è il pezzo più breve e facile del lotto, nel suo corpo centrale è particolarmente di impatto. Il coinvolgimento e la profondità del lavoro derivano anche dall’ottimo uso delle due voci, il growl di Neagoe e lo scream malatissimo di Fulmineos, che si scambiano spesso e volentieri a seconda della situazione, cambiando in maniera profonda gli umori del brano.

Nonostante qualche reminiscenza black sia rimasta (su tutto proprio le parti vocali in scream), è pur vero che un album funeral da un’ora non è una passeggiata, e in qualche frangente il trio avrebbe potuto sfoltire per contenere il minutaggio. Nei primi cinque minuti abbondanti di “Daimon” non succede letteralmente nulla, e va bene apprezzare gli effetti dark ambient e le manipolazioni sonore, ma insomma se anziché cinque minuti ce ne fossero stati uno o due sarebbe andata bene lo stesso, forse pure meglio. Al netto di qualche sbrodolata, tuttavia, A Forgotten Epitaph è senza dubbio la cosa migliore che i Cursed Cemetery abbiano mai prodotto.