CYBER BAPHOMET / KARNA – Void 2.0

 
Gruppo: Cyber Baphomet / Karna
Titolo: Void 2.0
Anno: 2015
Provenienza: Russia
Etichetta: S.N.D. Production
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST

  1. Cyber Baphomet – Generator X… (IntroDeathAction)
  2. Cyber Baphomet – In(Sekt) (FaithFromFalsity696)
  3. Cyber Baphomet – Postapokaliptik (FlashbackForFuture999)
  4. Cyber Baphomet – Tapping The Nekrotikk Sun (4b6f6c6c61707365)
  5. Cyber Baphomet – Speed-Freak Satanik (FuckingFiendFactory666)
  6. Cyber Baphomet – Unfuture (NarkolepsyMix)
  7. Karna – Intro
  8. Karna – Silent Scorn
  9. Karna – Tolerance Zero
  10. Karna – Radio Listens To You
  11. Karna – Black Mirrored Blaze
DURATA: 49:22
 

Dopo essermi sorbito con gusto dosi massicce di black metal dalla Russia, lo split "Void 2.0" distoglie la mia attenzione dalla musica del Maligno per calarmi all'interno di meandri sintetici. S.N.D. Production ha riportato temporaneamente in vita due gruppi ormai morti come Cyber Baphomet e Karna, attraverso undici tracce dall'andamento variegato.

I Cyber Baphomet destrutturano il concetto di black metal dai tratti industrial e sinfonici, spogliandolo completamente della componente metallica e relegando l'estremismo al solo cantato scream-growl (peraltro messo in secondo piano dall'equalizzazione). I sintetizzatori dominano la scena coadiuvati da una fitta manipolazione di suoni e dalla nervosa drum machine, svariando da stacchi EBM-techno a vere e proprie escursioni dark ambient, passando per la frenesia dai tratti speedcore (mi lancio con le definizioni!) di "Postapokaliptik (FlashbackForFuture999)", fino alle dilatazioni e alle melodie cosmiche di "Unfuture (NarkolepsyMix)". Questa volontà di spaziare fra sensazioni così differenti diviene croce e delizia dei primi sei brani, che tendono a essere un po' dispersivi e a mancare di organicità; inoltre forse avrebbero necessitato di una chiarezza maggiore per quanto riguarda i suoni, al fine di cogliere tutte le sfumature offerte.

I compagni di viaggio Karna dal canto loro riportano in primo piano le chitarre grazie a un suono industrial metal cupo e quadrato, con ritmiche marziali e monolitiche e un cantato quasi cibernetico. Sembrano una versione oppressiva di Deathstars, Marilyn Manson e The Kovenant, sfortunatamente annacquano inspiegabilmente tutto quanto coi dodici minuti conclusivi di "Black Mirrored Blaze", un lunghissimo pezzo dark ambient che per dirla come Di Pietro «non ci azzecca niente» col resto. Al contrario dei colleghi, hanno scelto una strada battuta e più sicura, come dimostrano i due gradevoli pezzi "Silent Scorn" e "Tolerance Zero", tuttavia è troppo poco in virtù del fatto che nella loro scaletta sono presenti una intro e un intermezzo.

"Void 2.0" mostra due approcci all'elettronica molto diversi: totalizzante nel caso dei Cyber Baphomet e sincretico in quello dei Karna. Entrambe le formazioni però sono risultate carenti dal punto di vista della continuità qualitativa e a mio parere anche a livello di coerenza stilistica. Insomma questa volta ci sono più ombre che luci dallo sterminato stato russo…

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