CYTOTOXIN – Radiophobia

 
Gruppo: Cytotoxin
Titolo:  Radiophobia
Anno: 2012
Provenienza:  Germania
Etichetta: Unique Leader Records
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TRACKLIST

  1. Survival Matrix
  2. Ionosphere
  3. Frontier Of Perception
  4. Radiophobia
  5. Dead Zone Walkthrough
  6. The Red Forest
  7. Heirs Of Downfall
  8. Fallout Progeny
  9. Abysm Nucleus
  10. Prypjat
DURATA: 37:45
 

I tedeschi Cytotoxin sono una bomba nel vero senso della parola e giunti al secondo disco con "Radiophobia", rilasciato per Unique Leader, proseguono il discorso tematico che li vede legati a radiazioni, scontri e disastri di stampo nucleare.

La formazione genera brani vorticosi, pronti a deflagrare sprigionando una potenza macerante, con l'unico intoppo che potrebbe essere rappresentato da una forma canzone al limite con lo slam. Infatti pur dimostrando di riuscire a evitare le classiche trappole stilistiche di quello stile — pensate ad esempio alla monotonia da tirata perpetua — in certi momenti il complesso non collima con la tecnica del chitarrista Fonzo, ottimo esecutore anche in fase solistica, ma forse un po' troppo preso nel compiacersi.

Il disco colpisce a tutto spiano, le tracce si susseguono con il leitmotiv ricorrente che pare essere uno e uno soltanto: aggressione costante più impatto devastante. È un martellamento che alle volte aderisce alle tendenze core sfoggiando dei pesantissimi breakdown, altre innesta dei ghirigori di sei corde recepibili o come uno schema infettivo che sta prendendo piede o alla pari di una polluzione evitabile. In ogni modo le redini della situazione sono mantenute ben salde sia nei frangenti in cui il blast-beat è imperterrito e frenetico che in quelli in cui le ritmiche divengono quadrate e decise.

La prestazione del batterista Ollie è senza dubbio una delle note positive all'interno di una prova nella quale, tralasciando l'evidente omaggio agli Origin di "Antithesis" racchiuso nella titletrack, un paio di episodi come "Survival Matrix", "Heirs Of Downfall" e "Fallout Progeny" si ergono a capofila. Ovviamente il tutto è supportato da una produzione che non si esime dall'essere alquanto pulita.

I Cytotoxin sono riusciti a incarnare ciò di cui i loro testi parlano, grazie anche alla bestialità dello sturalavandini di casa Grimo, il cantante è il mezzo più adatto a dar voce a questo scenario post-apocalittico, in fin dei conti l'umanità, per quanto se ne parli sempre troppo poco, di disastri nucleari ultimamente ne ha sfiorati, il Giappone ne sa qualcosa.

L'unico difetto che riscontro in "Radiophobia" è una brillantezza talmente perfetta in alcune sezioni da sembrare finta: da un lato immaginando che agli ascoltatori dello stile questo tipo di feeling freddo e distaccato possa piacere, non trovo sia un reale problema; dall'altro mi fa pensare a una costruzione esagerata del suono e mi chiedo quindi come suoneranno i brani dal vivo…

Per coloro che non ne hanno mai abbastanza di ascoltare mattonate e album che randellano senza sosta, la Unique Leader ancora una volta si pone al servizio, "Radiophobia" soddisferà la vostra richiesta di brutalità.

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