D8 DIMENSION – ProGr 0

 
Gruppo: D8 Dimension
Titolo: ProGr 0
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. -39°C
  2. My Feast
  3. Matryoshka
  4. X: Bigger Boat
  5. Rollformer Gospel
  6. Astrokiller
  7. Anamnesis
  8. Industrial II
  9. Les Fleures
  10. Y: Salt On Carthage
DURATA: 38:35
 

Quest'oggi mi sono preso una pausa dal lato oscuro del metallo e, tra meduse, sintetizzatori e ritmiche da scapoccio, mi dedico al secondo album dei livornesi D8 Dimension, ovvero "ProGr 0". Lo ammetto, da bravo nerd ho pensato che quel «D8» stesse per il dado a otto facce, ma la conseguente nonché totale perdita di senso del nome mi ha indotto a ritrattare questa mia prima deduzione. Qualche ricerca su Internet mi ha suggerito di riflettere sull'uso dell'abbreviazione «d8/date», utilizzata soprattutto nelle chat di incontri — altra deduzione scartata — per poi illuminarmi definitivamente.

Ebbene, il web mi ha messo al corrente dell'esistenza di mefistofelici programmi nei quali la dimensione temporale («date dimension») è un tipo di fattore per il quale effettuare delle classificazioni di dati, secondo un ordine gerarchico. Incredibile! Ma tutto questo cosa ha a che vedere con il quintetto toscano? Non ne ho la più pallida idea, quindi per ora decido di accantonare i miei dubbi amletici sul significato del nome della band, nonché sulla sua effettiva esistenza.

Con il loro Rock-Metal di stampo alternativo, dotato di elementi provenienti dai rispettivi sottogeneri legati all'Industrial, dalle venature decisamente Post-Grunge, i D8 Dimension danno prova di saperla lunga. Per quanto vengano ripetutamente a galla elementi chiaramente deftonici e si percepiscano anche tracce di quell'umore infestante à la Marilyn Manson, il clima generale è di gran lunga meno monocromatico. Loop audio più o meno pesantemente effettati si confermano essere un elemento piuttosto apprezzato dai Nostri, visto il massiccio uso che ne fanno; è così che, ad esempio, un brano come "Industrial II" inizia con voci distorte contornate da loop audio (che ricorda un po' "Money" dei Pink Floyd), devia in strofe che sanno tanto di Deftones quanto di A Perfect Circle e procede con una rabbia quasi novantiana sempre, costantemente farcita con massicci sintetizzatori. La chiara attitudine alternativa della band mi ha fatto tornare alla mente i romani About Wayne, grazie a brani come "Matryoshka" o "Anamnesis" (quest'ultimo dotato anche di una carica foo fighteriana non indifferente), mentre quando ho ascoltato "Astrokiller", invece, mi è stato impossibile non ricollegarli ai miei conterranei Nebulae.

"ProGr 0" è un album che consiglierei a tutti i fan dell'Alternative Metal e dell'Industrial Rock, perché i D8 Dimension hanno fatto davvero un buon lavoro. Può darsi che non sia un'opera semplice da digerire, per qualcuno, ma temo sia impossibile non apprezzarla, una volta inquadrata nelle giuste coordinate; insomma, se non vi prendono né la loro versione di "Les Fleures" di Minnie Riperton né "Y: Salt On Carthage", penso che il problema non sia l'album in sé quanto piuttosto il fatto che avete sbagliato genere!

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