DAAT – There Are None So Blind As Those That Will Not See

 
Gruppo: Daat
Titolo: There Are None So Blind As Those That Will Not See
Anno: 2016
Provenienza: Russia
Etichetta: Heretic Records / Satanath Records
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TRACKLIST

  1. From The Sheer Void And Nothingness
  2. Alterare Of The Greatest Abyss
  3. Ascended Above All Humanity
  4. Illuminating Whereas Withering
  5. Scarlet Down Of Obsolete Aeon
DURATA: 20:27
 

I Daat sono un gruppo black metal con base a San Pietroburgo, che nella prima incarnazione rappresentata dal qui presente "There Are None So Blind As Those That Will Not See" ruotava intorno al solo Ilya T. Questo ep di tre tracce (più intro e outro) dell'ottobre 2015 fu rilasciato in formato fisico soltanto lo scorso anno, col supporto di Dym Nox alla batteria e Heinrich Von Heretik al basso. Oggi invece la band è strutturata come un quintetto, con membri provenienti anche dalla Finlandia.

L'intro orchestrale "From The Sheer Void And Nothingness" inizia a intensificare la tensione, tessendo atmosfere orgogliose, e ci conduce al cuore dell'opera. Il black metal dei Daat ha uno stampo moderno intelligente e definito nei suoni, che permettono di cogliere il carattere eclettico del riffing di Ilya T., il quale alterna soluzioni più dilatate ("Alterare Of The Greatest Abyss") ad altre più impetuose, riservando una posizione privilegiata alla melodia all'interno delle varie linee chitarristiche; in parallelo Dym Nox investe l'ascoltatore con furiosi blast beat, mantenendo però sempre dinamico il suo approccio.

"Illuminating Whereas Withering" è certamente il migliore episodio della breve scaletta, in grado di esaltare l'unione di furia, melodia e sensazioni epiche, con riff riusciti e grande pathos. L'aspetto che certifica il buon gusto del gruppo risiede nell'intro già citata e nell'outro "Scarlet Down Of Obsolete Aeon" (quel «Down» suppongo sia in realtà «Dawn»), poiché entrambe sono piacevoli, semplici, contenute, insomma utili allo scopo e non riempitivi da evitare al terzo ascolto.

L'ambito principale da migliorare è il cantato: Ilya T. adotta uno scream basso poco incisivo, non possiede particolari sbavature di metrica o tecniche, tuttavia non ha mai alcun guizzo per balzare all'attenzione dell'ascoltatore; fortunatamente il missaggio equilibrato non acuisce ulteriormente questa pecca. La prova vocale insomma è anonima, ma in una accezione neutrale, ed è il campo in cui i margini di crescita sono maggiori.

Per quanto riguarda il versante lirico, la copertina rimanda di primo acchito all'alchimia e i lunghi testi espressi sotto forma di prosa (non troverete i classici versi nel libretto, al contrario lunghe frasi) sono ricchi di termini e concetti legati alla mitologia mediterranea e all'occulto.

Tiriamo le somme: "There Are None So Blind As Those That Will Not See" è un biglietto da visita solidissimo nel campo del black metal underground. Ora è lecito aspettarsi un album di spessore.

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