DAMNATION GALLERY – Black Stains

 
Gruppo: Damnation Gallery
Titolo: Black Stains
Anno: 2018
Provenienza: Italia
Etichetta: Leynir Booking
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TRACKLIST

  1. Equilibrium Et Chaos
  2. Damnation Gallery
  3. Black Stains
  4. Evil Extreme
  5. Transcendence Hymn
  6. Rest In Pestilence
  7. Dark Soul
  8. Noumenon
  9. Addiction
  10. Psychosis
DURATA: 45:00
 

I Damnation Gallery sono un gruppo genovese attivo da un paio d'anni, che ha da pochi mesi debuttato con "Black Stains". Sebbene sia un album del 2018, potremmo tranquillamente considerare il prodotto in questione come un omaggio a una corrente saldamente ancorata a stilemi musicali vecchi di più di tre decenni.

L'introduttiva litania sacrale di "Equilibrium Et Chaos" è il preludio a un'opera di estrazione indiscutibilmente ottantiana, al cui interno vengono miscelate le tipiche sonorità muscolari del periodo con un'altrettanto classica venatura melodica. Tale mistura viene condita con un'attitudine oscura e sanguigna, derivante tanto dalla demoniaca voce della talentuosa Scarlet quanto da un'inquietante espressività generale: quest'ultimo aspetto permea sia la parte concettuale che quella visiva, trasmettendo una cupa e sulfurea vibrazione occulta.

Stiamo parlando di un mix piuttosto corposo, il quale raccoglie a piene mani dal retaggio di gruppi famigerati come Death SS e Mercyful Fate, arrivando a rievocare in alcuni momenti persino sfumature degli Opera IX nell'epoca Cadaveria. Il tutto si traduce in un'omogenea materia musicale che racchiude al suo interno il più classico Heavy Metal, spolverate Thrash, melodie oscure e tematiche horror. In aggiunta a ciò, le qualità tecniche e la capacità di scrittura del quintetto ligure sono fuori discussione, permettendo ai Damnation Gallery di imbastire un disco vario, ben composto e ben suonato.

La scaletta è sapientemente assortita e i Nostri alternano con successo pezzi più granitici e quadrati ("Rest In Pestilence", "Transcendence Hymn", "Addiction") con episodi maggiormente dediti al versante più melodico e atmosferico ("Evil Extreme", "Dark Soul", "Noumenon"), al cui interno predomina il lato più Dark della proposta. Tali fattori garantiscono la buona riuscita di un album ispirato e coinvolgente, anche relativamente fresco considerando i più che trentennali cardini stilistici attorno ai quali l'intera proposta ruota.

L'innovazione non fa assolutamente parte di questo disco: un lavoro dedicato e sicuramente consigliato a tutti gli amanti di un certo tipo di espressività malevola e perversa tipica del periodo precedentemente citato. E se ciò significa che chi predilige opere più moderne troverà probabilmente poco di gustoso all'interno di "Black Stains", nostalgici e appassionati ne saranno facilmente catturati, dando ancora una volta ragione a quel tizio milanese secondo cui non si esce vivi dagli Anni Ottanta.

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