DAMNATIONS HAMMER – Disciples Of The Hex

DAMNATIONS HAMMER – Disciples Of The Hex

Informazioni
Gruppo: Damnations Hammer
Titolo: Disciples Of The Hex
Anno: 2013
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: I Hate Records
Contatti: facebook.com/pages/Damnations-Hammer/192388110818548
Autore: Mourning

Tracklist
1. Defiance & Retribution
2. Throne Of Fire
3. Disciples Of The Hex
4. Serpent’s Wrath
5. Impaled On The Horns Of Betrayal
6. Harbinger Of Darkness
7. The Hex II
8. Gates To The Necronomicon

DURATA: 40:49

Gli anni Ottanta non ci abbandonano mai, per alcuni potrebbe sembrare una maledizione pensando a certe mode del periodo, per il sottoscritto inserire nello stereo il debutto degli inglesi Damnations Hammer è stato un piacere. La band non è nata in quella decade, esiste solo dal 2007 e, dopo avere pubblicato il demo “Serpent’s Wrath” nel 2009, ha rilasciato “Disciples Of The Hex”, prima sotto forma di autoproduzione, adesso supportata dalla svedese I Hate Records e con alcuni accorgimenti apportati sia alla fase strumentale (basso riregistrato e aggiunta di assoli) che alla parte grafica.

Allora perché tirare in ballo gli anni Ottanta? Perché il sound del trio composto da Tim Preston (chitarra e voce), Andy Whitehead (basso) e Steve Leach (batteria) è influenzato da creature fondamentali del filone oscuro, i nomi sono quelli degli eclettici Celtic Frost di Tom. G. Warrior, dei più epici e classicheggianti Candlemass di Leif Endling e dei Cathedral di Lee Dorian. Abbiamo quindi una proposta che si inoltra nel territorio doom/death, facendosi però percorrere da frequenze sonore varie e riconoscibili. L’intelaiatura dei pezzi prevede alcuni interventi thrash, qualche sezione groove con derive lontanamente affini a partiture stoner e una composizione che si poggia su cadenze malevole, pesanti sia nei momenti in cui si accelera il ritmo sia in quei frangenti in cui il brano si dilata, approfittando così di una situazione atmosferica che si addensa di nero.

Canzoni quali “Throne Of Fire”, “Harbinger Of Darkness” e “Gates To Necronomicon” sono esempi di come un certo modo di fare musica non avrà mai una data di scadenza attaccata sopra. Magari in alcune circostanze la prestazione vocale di Tim tende a essere un tantino monotona nell’approccio, ma nulla che pregiudichi realmente la buona riuscita di un “Disciples Of The Hex” che a livello tematico si affida — come molti lavori prima di esso — alle visioni del maestro di Providence H.P. Lovecraft e di Robert E. Howard.

I Damnations Hammer e “Disciples Of The Hex” si candidano a dare un bello scossone alla vostre giornate, il DNA è forse troppo Celtic Frost, però si può non goderne anche al solo pensiero? A voi, la risposta.

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