DAN DEAGH WEALCAN – Fragmented Life

 
Gruppo: Dan Deagh Wealcan
Titolo: Fragmented Life
Anno: 2016
Provenienza: Russia / Ucraina
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Road
  2. Sociopathy
  3. Tid
  4. Escapism
  5. Laughter
  6. Contradictions
  7. Panphobia
  8. Mess
  9. Backbone
  10. Untitled
  11. Poem
  12. Dot
DURATA: 44:06
 

Il duo russo-ucraino che si cela dietro il nome Dan Deagh Wealcan è ormai una vecchia conoscenza per noi di Aristocrazia Webzine, avendone parlato anche pochi mesi fa in occasione dell'uscita precedente "Fragmented Consciousness". Mikhail (Mosca, musica) e Eugene (Kiev, voce e testi) lavorano da qualche anno a ritmi forsennati e, dopo la pubblicazione di questo "Fragmented Life" nel novembre 2016, stanno già per dare alle stampe il disco successivo.

Iniziando ad analizzare "Fragmented Life", si può dire che si tratta in un certo senso di un album speculare rispetto a "Fragmented Consciousness". A parte l'evidente somiglianza nel titolo, infatti, notiamo il contrasto tra le due tavolozze di colori scelte per le copertine, oltre al fatto che i titoli dei brani inclusi nel nuovo arrivato sono composti da parole singole e privi di strambi caratteri come era invece nel caso del precedente.

Se conoscete i Dan Deagh Wealcan almeno un po', probabilmente avrete già una mezza idea di cosa aspettarvi, sostanzialmente di tutto. Uno dei marchi di fabbrica di Mikhail e Eugene è infatti l'assoluta nonchalance con la quale si muovono da un genere all'altro (spesso tra metal ed elettronica), mantenendo in qualche modo sempre una certa consistenza stilistica. Continua infatti l'interesse per gli aspetti anche visivi delle parole (e della comunicazione in generale), come possiamo vedere nel video di "Tid". Un ulteriore esempio può essere la canzone scelta per il lancio online con un video: "Contradictions" mette anche in evidenza una rinnovata attenzione per i ritornelli.

A differenza del disco precedente c'è una maggiore presenza degli aspetti elettronici (come nelle meditazioni di "Panphobia" o nell'insolita "Untitled"), che spesso e volentieri prendono il sopravvento sulle schitarrate elettriche dal sapore più metal sentite ad esempio in "Poem". Possiamo dire che in sostanza "Fragmented Life" sia un disco leggermente più canonico in termini formali, rispetto agli standard della band e sicuramente rispetto al suo fratello.

Dopo questo dittico dato alle stampe nel 2016, c'è dell'interesse riguardo il prossimo lavoro (che sarà già il quinto in pochi anni), ma direi che a questo punto una curiosità potrebbe essere quella sull'eventuale resa dal vivo di un progetto che, almeno fino a ora, inserisce dichiaratamente la frase «no live shows» nelle proprie descrizioni e che ovviamente avrebbe delle difficoltà logistiche di cui tenere conto. Se siete interessati alla loro opera, e capite il russo, vi consiglio di fare un giro anche sulla loro pagina VK.

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