DANGEREGO – Special Dreamer

 
Gruppo: Dangerego
Titolo: Special Dreamer 
Anno: 2015
Provenienza: Italia 
Etichetta: Sliptrick Records
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TRACKLIST

  1. The Death Of Thoughts (Pt. 1)
  2. Blackheart Hotel
  3. Everything Comes To Life
  4. Special Dream
  5. I'll Stand Here
  6. Winter's Come
  7. Red Dawn
  8. Euphony
  9. Black Soul
  10. The Road To Stockholm
  11. A Trail Of Tears
  12. Broken Bones
  13. The Death Of Thoughts (Pt. 2)
DURATA: 52:49
 

Oggi mi sposto virtualmente in quel di Firenze per parlare un po' di "Special Dreamer", ultimo disco pubblicato in casa Sliptrick dai Dangerego. La copertina mi suggeriva, a pelle, atmosfere prog, mentre in realtà la band è orientata su sonorità alternative e post-grunge, è attiva da ormai circa undici anni e vanta un gran bel curriculum di esperienze dal vivo sia in patria che all'estero (tour negli Stati Uniti e partecipazione al Fall Jam Fest nel medesimo anno, 2014).

"Special Dreamer" si apre con l'intro "The Death Of Thoughts (Pt. 1)" e immediatamente ci viene chiesto da Flavio, cantante e chitarrista, se vogliamo o meno credere nella morte dei pensieri, come da titolo. Presa singolarmente mi piace moltissimo, soprattutto per il carattere vagamente prog degli arpeggi acustici, mentre rimango un po' male nel constatare che l'intro resti tale e che non trovi la sua naturale evoluzione nel successivo brano "Blackheart Hotel", la cui melodia portante è totalmente differente e mi ricorda che effettivamente lo stile della band è più spostato verso l'alternative, così come ribadito anche in "Everything Comes To Life". L'atmosfera acustica un po' stile ballata ritorna a più riprese in "Special Dream" ma — di nuovo — piuttosto che amalgamarsi col resto forma dei nuclei a sé stanti, penalizzando un po' il pezzo nella sua interezza e rendendolo purtroppo poco fluido. Per fortuna lo stesso non accade in "I'll Stand Here", che nonostante alterni distorsioni più dure a passaggi più dolci riesce a mantenere una propria coerenza dall'inizio alla fine (e possiede anche un ritornello che mi garba). "Winter's Come" presenta un tipo di energia che non mi aspettavo e passaggi più tipici dell'hard rock, mentre è un basso un po' slappato ad aprire la successiva traccia "Red Dawn".

In generale trovo che la seconda metà del disco sia decisamente più convincente, anche se non posso fare a meno di constatare che un missaggio leggermente diverso avrebbe probabilmente dato più corpo al suono complessivo di "Special Dreamer". In "Euphony" compaiono, a sorpresa, anche le tastiere; "Black Soul" sfrutta per bene il passaggio tra apertura quasi sussurrata (penso a "Spider" dei System Of A Down), che ritroveremo anche in conclusione del brano, ed esplosione di distorsioni varie. "A Trail Of Tears" presenta un groove di batteria con frequenti stoppate che contribuiscono a ravvivare il ritmo, mentre l'outro "The Death Of Thoughts (Pt. 2)" riprende, com'era facile intuire, la stessa linea melodica dell'intro: «Now I want to believe in the death of thoughts». "The Road To Stockholm" e "Broken Bones", pur non mostrando difetti tecnici o di esecuzione nello specifico, finiscono per ripetersi troppo, risultando — a mio parere — eccessivamente lunghe. Peccato, perché le scelte sonore non sono malvagie. 

Non posso dire che il disco sia un lavoro originale nel suo genere, però, pur non aggiungendo nulla di nuovo, è sicuramente gradevole e credo che possa trovare più ampi consensi tra gli amanti di un sound di questo tipo. Un appunto di carattere totalmente personale riguarda le variazioni: alcuni brani ne hanno troppe, finendo per risultare così eterogenei da sembrare quasi slegati e far perdere il filo conduttore del discorso. Suggerirei, per i prossimi lavori, di concentrarsi di più sull'omogeneità (che non significa piattume) e su una fusione accurata tra le varie parti dei brani, in modo tale che sezioni anche molto diverse tra loro possano comunque funzionare bene nell'ottica del singolo brano.

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