DANISHMENDT – Un Passé Aride | Aristocrazia Webzine

DANISHMENDT – Un Passé Aride

Informazioni
Gruppo: Danishmendt
Anno: 2010
Etichetta: Cold Void Emanation / Odio Sonoro
Contatti: www.myspace.com/danishmendt
Autore: Mourning

Tracklist
1. La Source
2. Lumpen Héros
3. Chutes/Vertiges Et Vestiges
4. Révélations
5. Das Boot
6. Une Houle D’Un Siècle
7. Refuge
8. Credo (Zero Absoleu)

DURATA: 1:02:29

I Danishmendt sono un’interessante creatura della scena transalpina, i ragazzi, giunti alla terza release con questo “Un Passé Aride”, convogliano nel proprio sound molteplici influssi sonori, basterà infatti passare sul loro myspace e controllare la top amici per rendervi conto di quanto la scelta delle band inserite in tale lista non sia legata a un caso.
Il gusto black di certi passaggi Blut Aus Nord, le atmosfere dark ambient degli Elend e l’avanguardismo ridondante dei tedeschi Valborg s’inseriscono in un comparto musicale che basa la sua forma su movenze post che vanno dagli Swans ai Cult Of Luna non facendosi mancare un pizzico e forse più di Neurosis.
Solo le premesse fatte basterebbero a far intendere che quest’album non è di quelli diretti e senza fronzoli, al contrario è la minuzia, l’attimo che fugge in molti casi a fare la differenza come una pennellata che da colore (in questo caso scuro) a una tela che viene ripetutamente modificata.
Otto capitoli ipnotici, malsani dove le tinte vanno da un color grigio cenere a un nero intenso, certo è che la lunga durata del platter (oltre l’ora) concentrata soprattutto in quattro episodi, “La Source”, “Chutes/Vertiges Et Vestiges”, “Révélations” e la conclusiva “Credo (Zero Absoleu)”, mette in mostra una propensione a dar vita a strutture che siano pachidermiche in quanto a sviluppo. Al tempo stesso però questi brani sono capaci di riflettere quella mentalità avanguardistica che porta a inserire varie soluzioni che ammorbidiscano l’ascoltatore sino ad attrarlo in un vortice da cui non riesce a scappare, fatto di suoni ostentatamente ciclici.
Il quintetto ha nella forza motrice fornita dal drumming di Julian, in alcuni casi estremamente votato al tribale, una delle caratteristiche di peso, altrettanto buono è il lavoro svolto dal bassista Xavier, elementare alle volte ma perfettamente incastrato con i pattern di batteria.
La coppia da una forte spinta alle grandi parti strumentali e quando c’è bisogno di una variante che immetta una parziale impronta elettronica (“Das Boot”) tocca al singer Karl occuparsi degli innesti in uno stile non lontano dal ricordare tratti di Lustmord lasciando ai chitarristi Guillame e Florent il compito di inanellare un riff dietro l’altro alternando dosi di violenza e atmosfera dall’ampia scelta di generi da cui attingono.
E’ un album moderno come visuale “Un Passé Aride” eppure ascoltandolo più e più volte si viene a contatto con una natura primordiale e istintiva che non stride affatto con la ricerca di un’escalation sonora da parte dei Danishmendt.
Vi consiglio di dare un’occasione alla musica di questi ragazzi, il disco è in streaming online inserito nel player del myspace ma se dovesse rientrare nelle vostrie grazie l’acquisto sarebbe la cosa giusta da fare.