DARK HAVEN – Fall Out

DARK HAVEN – Fall Out

Informazioni
Gruppo: Dark Haven
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/darkhaven
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Embracing The Carnage
3. Mechanics Of War
4. Shades Of Ivory
5. Aphelion
6. Faceless Sons
7. Skyscraper
8. Abysmal Horror
9. Through Dying Eyes
10. Azimuth
11. Malice

DURATA: 48:38

DARK HAVEN - Fall Out Il metal americano si è anno dopo anno appassionato e ha assorbito il death di matrice melodica come fosse una sorgente da cui attingere costantemente, sia le forme alternative che il metal core o le pure ripresentazioni dello stile madre hanno trovato riscontri sul territorio statunitense con risultati non sempre meritevoli di ricordo.
I Dark Haven è con il death che prende dalle radici svedesi che si cimentano, certo modernizzato e con qualche influsso dell’ondata derivata dalla terza era melo death ma con più che discreta resa.
Dopo aver prodotto nel 2005 un ep dal titolo “Your Darkest Hour” sono trascorsi cinque anni e un bel po’ di cambi in line – up prima che “Fallout” venisse rilasciato.
Come è già successo in passato con band come gli Inferi, anch’essi la cui provenienza è oltre oceanica, ci troviamo ad ascoltare un combo che sa cosa vuole, calibrano bene le melodie attraversando fasi in cui ampie e dolciastre riempiono il sound ma vanno perlopiù verso uno sparato e diretto modo di porsi che per quanto adornato da solos di valore e dall’orpello delle tastiere, ben più che solitaria presenza a mo’ di tappeto, pendono per soluzioni battenti e d’impatto.
Se infatti la complessità di una “Shades Of Ivory” mostra il lato più ricercato dei Dark Haven, con brani brillanti come “Faceless Sons” e la coppia d’ingresso post “Intro” composta da “Embracing The Carnage” e “Mechanics Of War”, meno “sinfo” rispetto alle altre, non porgono di sicuro l’altra guancia preferendo affondare un bel cazzotto.
Vi sono poi “Aphelion” ricca di sfumature nel riffing, “Abysmal Horror” dalla miscela che strizza l’occhiolino al black in alcuni punti e un’altra coppia di canzoni in chiusura “Azimuth” e “Malice” che fornisce la riprova di quanto i ragazzi si siano adattati e abbiano una conoscenza non solo scolastica del genere.
Se la cavano egregiamente soprattutto la sei corde di Brennan capace di dar spessore ai riff e di mantenere alta l’intensità dei brani senza far perdere fluidità e Don che dietro il microfono si destreggia abilmente fra un growling graffiato e un clean possente e mai invasivo.
La produzione pulita è un ulteriore vantaggio per dar sfogo al dinamismo delle melodie e delle tastiere dando al quadro la possibilità d’essere il più completo possibile.
Per quanto “Fallout” non inventi nulla e sia forse sin troppo moderno (certo che se vi piacessero gli svedesi Scar Symmetry perché non loro, sarebbe almeno da chiederselo), cosa che potrebbe non far piacere agli amanti dello stile più classico, ha qualità da vendere e una carica imponente.
Un ascolto per chi segue lo stile è quanto meno dovuto, in un mare dove chi clona gli In Flames nella versione più orrenda e mischia anche l’hip hop per accaparrarsi le, ehm, simpatie della massa sguazza cullato dalle label ci sono ancora band per fortuna che sfornano degli onesti dischi di death metal melodico e i Dark Haven appartengono a tale schiera.

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