DARK LUNACY – The Rain After The Snow

 
Gruppo: Dark Lunacy
Titolo: The Rain After The Snow
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Fuel Records
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TRACKLIST

  1. Ab Umbra Lumen
  2. Howl
  3. King With No Throne
  4. Gold Rubies And Diamonds
  5. Precious Things
  6. Tide Of My Heart
  7. The Rain After The Snow
  8. Life Deep In The Lake
  9. The Awareness
  10. Fragments Of A Broken Dream
DURATA: 43:10
 

Ci arriviamo, con qualche mese di ritardo, ma ci arriviamo anche su Aristocrazia: finalmente mi sono immerso nel sesto album in studio dei Dark Lunacy, che per l'occasione rinnovano la propria formazione ancora una volta.

Dopo aver assegnato la scrittura della musica al talentuoso Jacopo Rossi, bassista militante anche negli Antropofagus versione seconda, la band capitanata da Mike Lunacy ha visto l'abbandono degli ex-Infernal Poetry, Daniele Galassi e Alessandro Vagnoni, sostituiti da Marco Binda e Davide Rinaldi, ma lo sforzo impresso in questi dieci brani non fa rimpiangere i pur bravi assenti. "The Rain After The Snow" è un'evidente pausa dai temi storici affrontati particolarmente in "The Diarist" e "The Day Of Victory", a favore di un ritorno alle origini più gotiche e romantiche che avevano fatto la fortuna di "Devoid" e "Forget-Me-Not"; e come sempre quando si tratta dei Dark Lunacy è un disco che cresce con gli ascolti.

Ogni volta che penso alla band parmense mi ripeto che preferisco i loro momenti più concitati e battaglieri, poi categoricamente ascolto qualche brano dai primi due lavori e mi sorprendo di quanto belle, fresche e pregevoli siano una "Dolls" o "Stalingrad": con "The Rain After The Snow" è molto probabile che succederà la stessa cosa, e che io e tanti altri ci ritroveremo tra quindici o vent'anni a far partire "Ad Umbra Lumen" o il singolone "Gold Rubies And Diamonds" e a stupirci di come abbiano mantenuto il loro fascino intatto per così tanto tempo. Per segnare un allontanamento ancora più netto rispetto ai temi e all'umore di "The Day Of Victory", Mike e compagni si avvalgono per l'occasione di un quartetto d'archi e di una notevole serie di voci: basso, tenore, contralto e soprano aggiungono, assieme agli archi stessi, uno spessore e una personalità notevoli alla musica del quartetto della bassa. I più accaniti sostenitori degli assalti alla baionetta — mai come nel caso dei Dark Lunacy tanto musicali quanto testuali — rimarranno forse spiazzati dai tre quarti d'ora scarsi di musica, ma chi segue e apprezza il percorso della band dagli inizi non sarà per nulla sorpreso dalle atmosfere da cui Mike Lunacy sembrava essersi allontanato in maniera quasi definitiva.

Se con "The Day Of Victory" i Dark Lunacy sono tornati ad alzare le loro insegne sul campo di battaglia, "The Rain After The Snow" è l'ulteriore prova che la band è a suo agio con — anzi padroneggia completamente — molteplici soluzioni e sfumature, e non ha affatto abbandonato la sua vena classica e melodica originale. Ennesimo eccellente lavoro quindi, che ci lascia non solo ottime certezze per il futuro, ma anche una certa curiosità in merito a cosa ci ritroveremo ad ascoltare la prossima volta.

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