Dark Matter - Nebula To Black Hole

DARK MATTER – Nebula To Black Hole

Gruppo:Dark Matter
Titolo:Nebula To Black Hole
Anno:2020
Provenienza:Iran
Etichetta:My Kingdom Music
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TRACKLIST

    1. Except Love
    2. Earthless Child
    3. Theory Of X
    4. Imperfect Universe
    5. Void Wor(l)d
    6. Funeral Pt. I
    7. Funeral Pt. II
    8. Black Hole
DURATA:39:41

Il nome dei Dark Matter non mi era totalmente sconosciuto quando è giunta in redazione la notizia dell’uscita del loro album. Tenevo già d’occhio la band da un anno e mezzo, su per giù, da quando per l’esattezza incappai nel primo singolo rilasciato dal duo iraniano, “Except Love”, con la voce di Daniel Cavanagh e Fab Regmann alla batteria. A poco meno di due anni da quell’assaggio, finalmente Nebula To Black Hole ha visto la luce grazie al contributo della nostrana My Kingdom Music, preannunciandosi un disco assolutamente interessante.

Ciò che colpisce in prima battuta è il fatto che l’album vanta una dozzina abbondante di contributori: oltre al duo che si cela dietro il monicker Dark Matter, infatti, ci sono almeno tre batteristi, due chitarristi e quattro cantanti, senza considerare un pianista e un bassista; una sfilza di ospiti, insomma. La scelta di Aria Moghaddam e M14CH mi ha da subito intrigato, perché da un lato il disco sarebbe potuto essere tremendamente frammentario, ma dall’altro venire assolutamente arricchito. E così è stato, in entrambi i sensi.

Dal primo all’ultimo secondo il debutto del duo iraniano si presenta come un complesso sistema di botta e risposta tra varie figure, un sorta di dialogo intessuto tra culture e paesi diversi. Laddove l’apripista “Except Love” ospita infatti uno dei leader degli Anathema e il batterista degli Antimatter, nelle successive tracce troviamo musicisti di varie band, tra cui Sleeping Pulse, In The Silence, Clouds, Caoimhín e Swallow The Sun, nonché Ana Carolina dei Mourning Sun, Cecilie Langlie degli Havnatt e nientepopodimenoche Thomas Helm degli Empyrium a dar voce agli ultimi tre brani dell’album. Ospiti, dunque, tutt’altro che casuali, accomunati dalla tensione delle rispettive formazioni verso un’atmosfera oscura e talvolta opprimente e dalla passione per un romanticismo a tratti malinconico.

Il rovescio della medaglia, però, pesa molto su Nebula To Black Hole, afflitto da una frammentarietà che ne compromette la struttura, a volte gravemente. Se il fil rouge dell’album è costituito da soluzioni doom metal di matrice atmosferica, “Theory Of X” risulta subito fuori luogo e se ne sta lì sola come la pecora nera del gregge, con le sue dinamiche al limite del groove, mentre gli atti più lunghi dell’intera proposta (“Funeral Pt. II” e “Black Hole”) sembrano costituiti da parti nettamente diverse le une dalle altre, come fossero state montate a tavolino utilizzando idee differenti. Tuttavia quello che a mio parere resta l’elemento di maggior criticità dell’intero debutto dei Dark Matter è la lingua. L’inglese utilizzato nei testi dal mesto Aria non riesce a rendere appieno la ricchezza e la varietà dell’oscuro spettro emotivo provato dal Nostro: la sua malinconia, il suo disagio esistenziale, il suo sentirsi come un buco nero che ne rallenta e risucchia l’esistenza si realizzano in maniera parziale all’interno degli otto brani.

Il viaggio cosmico nella mente e nell’animo del duo che si firma come Dark Matter avrebbe potuto trovare una realizzazione migliore, certo, ma non tutto è perduto. Nebula To Black Hole rappresenta un primo passo onesto e sufficiente per Aria Moghaddam e M14CH. Ora aspettiamo solamente che non si lascino rallentare troppo dallo spleen e che, in un’ipotetica seconda opera, riescano a rimediare alle piccole sbavature lasciate qua e là lungo il percorso battuto finora e a consegnarci un disco completamente soddisfacente.

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