DARK ORDER – Cold War Of The Condor

DARK ORDER – Cold War Of The Condor

 
Gruppo: Dark Order
Titolo:  Cold War Of The Condor
Anno: 2010
Provenienza:  Australia
Etichetta: Battlegod Productions
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TRACKLIST

  1. September 11th 1973
  2. Dissension Of The Raptor
  3. State Of Siege
  4. A Lament For Victor Jara
  5. Tears Of The Exiled
  6. Caravan Of Death
  7. Villa Grimaldi
  8. Operation Condor
  9. The Disappeared
  10. Operacion Siglo Veinte
  11. Criminal Of State
  12. Blood Fire
  13. Continuum Of Cold War
  14. Requiem Eternal 
DURATA: 01:16:20
 

I Dark Order non sono dei novellini, da diciotto anni solcano ormai la scena thrash metal e l'Australia è una nazione che con certe sonorità ha una certa pratica, nonché resa di valore, soprattutto quando estremizzate. È sulla lunga distanza che ci offrono un terzo lavoro, "Cold War Of The Condor" esce a otto anni di distanza dal precedente capitolo "The Violence Continuum".

Sono pesanti e old school, nel suono di frequente scuro, privo di compromessi e modernismi vi sono inflessioni heavy, la scuola americana con gli Slayer in testa è influente in maniera prorompente nella costruzione e sviluppo dei pezzi che girano tutti intorno a un concept unico, la dittatura Pinochet. La storia dell'estremista politico che per anni tenne sotto scacco il Cile viene ripercorsa nelle quattordici tracce, pecca che già inizialmente possiamo riscontrare è la durata complessiva del disco: ottantasei minuti.

L'ultimo Exodus ne durava solo ottantaquattro e per certi aspetti era un mattone inverosimile perché il buono che Holt e soci creavano veniva diluito all'inverosimile, beh tale difetto li accomuna, troppo lunga e tortuosa la strada che porta alla conclusione dell'album che con dei tagli neanche così trascendentali avrebbe avuto corso più fluido e un aumento di incisività dato che molti dei riff sono in your face.

Spingono tanto arrivando ai limiti col death in certi frangenti, le mazzate non mancano basti pensare che una "State Of Siege" sembra esser uscita dal periodo "South Of Heaven"/"Season In The Abyss", i toni grevi raggiungono il massimo apice di pesantezza in "Villa Grimaldi", strisciante e claustrofobica, intinta nel sangue ormai rancido che il nome della canzone ispirato dal complesso di edifici usato dalla polizia segreta cilena per interrogare-torturare e in molti casi far sparire chi vi finiva all'interno evoca, incarna appieno il mood da "condanna" affine alla malignità del luogo chiamato in causa per testimoniarla.

"Operation Condor" prosegue la marcia rocciosa, pesta dannatamente duro per quasi la totalità della sua durata e contando che è il terzo dei quattro colossi che incroceremo in tracklist (il quarto è "Criminal Of State") capirete che a poco più di metà si arriva con l'adrenalina a tremila, è difficile mantenere la tensione costantemente alta per attrarre l'ascoltatore, i cali seppur non vistosi purtroppo sono presenti.

Interessante la scelta di inserire due acustici a voce pulita: "A Lament For Victor Jara" dedicata all'artista impegnato e vittima illustre del governo Pinochet e "Requiem Eternal" posta in chiusura di "Cold War Of The Condor", il primo fornisce un attimo di pausa e da la possibilità di far svagare la mente dato che dopo verrà assalita e battuta con continuità, la seconda saluta l'ascoltatore mantenendo vivido quel sentore di malinconica tristezza che si percepisce anche in alcuni momenti esagitati dove però è celato dietro la rabbia espressiva degli episodi, in questo caso si rivela tramite note dolciastre nella sua forma più amara.

 È un album che ha bisogno di essere seguito passo per passo, l'avere i testi a fianco è un grande aiuto per farlo scivolare meglio, c'è da tenere in conto anche la doppia lingua usata (inglese/spagnolo) che in certi tratti non facilita di sicuro un approccio immediato. Questi che sembrano difetti sono al contrario però qualità per un lavoro impegnato che si discosta dai soliti testi colmi di cliché affrontando una scottante pagina di storia.

Prodotto in uno stile tendente al retrò sound, non si possono negare le avvertenze enunciate in testa alla recensione, consiglio comunque più di una semplice botta e via nello stereo per un lavoro come "Cold War Of The Condor", c'è tanto da ascoltare quanto da scoprire, è un buon album thrash che ha solo bisogno di esser esplorato in profondità.

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