DARK RAVAGE – Fall Of Inner Sanctum

 
Gruppo: Dark Ravage
Titolo: Fall Of Inner Sanctum
Anno: 2013
Provenienza: Lituania
Etichetta: Forgotten Path
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TRACKLIST

  1. The Morning That Never Came
  2. Where Paths Disappear
  3. Running From The Truth
  4. Drowning In Fresh Air
  5. Wandering In Burning Cold
  6. Fear To Be Betrayed By Oneself
  7. Into Abyss Out Of This World
  8. Void That Chaos Has Created
DURATA: 49:07
 

Il secondo album dei lituani Dark Ravage rappresenta anche la seconda pubblicazione per Forgotten Path, etichetta-magazine loro connazionale che abbiamo già incontrato qualche tempo fa in compagnia degli Inquisitor. Il gruppo di Vilnius ha rilasciato "Fall Of Inner Sanctum" nel 2013, a dieci anni di distanza dalla fondazione, dopodiché ha dedicato il 2014 alla pubblicazione di un demo e da allora non si hanno più sue notizie sul web.

Le otto tracce della scaletta propongono un black metal atmosferico di tradizione nordica che disegna gelidi scenari naturali, sfruttando le armonie generate dalle chitarre di Robkė e ritmiche medio-veloci, rinunciando a qualunque contaminazione con altri generi, per esempio il post-rock come (anda)va di moda. Le lunghe fasi strumentali trasportano la mente dell'ascoltatore attraverso paesaggi invernali incontaminati, malinconici e cupi, tuttavia la totale ortodossia sonora abbinata a una certa scarsità di soluzioni compositive (qualche rallentamento e passaggio in acustico non sono sufficienti) rappresenta il limite di questa opera, le cui durate abbondanti dei singoli brani (spesso e volentieri oltre i sei minuti) non sono affatto giustificabili. Lo scream monocorde di Necrontyr è un altro elemento che gioca a sfavore della riuscita del disco, sempre uguale a se stesso e mai capace di enfatizzare o sottolineare l'umore in corso.

Rispetto a quanto letto e ascoltato circa il predecessore "Dawn Of A New World" (datato 2007), è evidente un salto di qualità a livello di registrazione, con suoni che hanno abbandonato lo stile grezzo e lo-fi in favore di una maggiore definizione e di una grande freddezza. Lo stesso basso riesce ora a spiccare in talune situazioni.

In conclusione, i Dark Ravage hanno mosso qualche timido passo in avanti, però l'assenza di qualsivoglia elemento personale o variazione distintiva penalizza il loro black metal atmosferico, troppo statico e omogeneo per riuscire a emergere.

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