DARK SEASON – Cruel Domination

DARK SEASON – Cruel Domination

Informazioni
Gruppo: Dark Season
Titolo: Cruel Domination
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/pages/Dark-Season/294933253259
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Shadow Of The Evil
2. Interceptor
3. Groom Lake
4. Final War
5. Channel 666
6. Fight The Day
7. Going Down
8. This Cruel Domination

DURATA: 40:35

I Dark Season sono una formazione bolzanina dalle indubbie capacità, ma alla quale manca ancora una dote fondamentale per fuoriuscire dalla massa: la personalità.
Intendiamoci, non parlo di offrire delle composizioni che brillino per innovazione o svelino chissà quale arcano mistero celato dietro soluzioni mai giunte all’orecchio, in questi anni è soprattutto il modo con il quale si propongono scelte magari note, tuttavia dando loro un’impronta propria assemblandole e gestendole, a fare la differenza tra una band da “sei fisso in pagella” e una che aspira a una promozione a pieni voti.
Ascoltando l’album di debutto dei Nostri, è palese che sia stato concepito da musicisti preparati e in possesso di una conoscenza del metal ampia e che volutamente guarda in più direzioni. La base mostra influenze heavy/thrash che si spingono in più di una circostanza oltre il loro territorio, affondando in ambito thrash/death, con la melodia a divenire un orpello importante e onnipresente in un sound arricchito ulteriormente dal buon apporto offerto dalle intrusioni elettroniche, quasi sempre relegate però nelle retrovie, e tastieristiche.
Il sestetto — pur seguendo in maniera ossequiosa le impronte musicali impresse da più artisti (tra l’altro riconoscibilissimi), dai Metallica ai Megadeth, dagli In Flames e Arch Enemy ai Children Of Bodom, ma ve ne verranno in mente anche ulteriori — trova comunque il modo di farsi apprezzare con brani robusti e intensi quali “Shadow Of The Evil”, “Interceptor” e “Channel 666”, e altri maggiormente melodici come nel caso di “Going Down”.
“Cruel Domination” non annoia né fa sobbalzare dalla sedia, si mantiene costantemente su livelli sufficienti/buoni che permettono al disco di risultare gradevolmente fruibile, ma al tempo stesso fanno risaltare l’assenza di zampate vincenti, insomma il freno a mano è tirato.
Cosa ci possiamo attendere dai Dark Season? Con le qualità messe in campo sinora, chiedere di più è d’obbligo, devono per forza metterci un po’ d’anima propria e osare nel rompere gli schemi, devono tirarsi fuori da un modo di comporre che non si scosta di un centimetro da un riproposizione pedissequa di ciò che amano. In caso contrario il rischio è quello di rimanere ingabbiati nella lande di mezzo dei “vorrei, ma non posso” e sarebbe davvero un peccato, in bocca al lupo ragazzi!

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