DARK TRANQUILLITY – Projector

 
Gruppo: Dark Tranquillity
Titolo:  Projector
Anno: 1999
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Century Media Records
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TRACKLIST

  1. FreeCard
  2. ThereIn
  3. UnDo Control
  4. Auctioned
  5. To A Bitter Halt
  6. The Sun Fired Blanks
  7. Nether Novas
  8. Day To End
  9. Dobermann
  10. On Your Time
DURATA: 50:50
 

I Dark Tranquillity rilasciarono il loro quarto lavoro, "Projector", nel 1999  spaccando la critica in due in quanto disco che gettò le basi per la svolta che successivamente li condusse a rilasciare passo dopo passo "Haven", "Damage Done" e i restanti cloni, o pseudo-tali, di quest'ultimo.

Cos'ha di diverso questo disco rispetto ai suoi predecessori? I punti sono molti iniziando dalle tempistiche che tendono a rallentare, concedendosi meno al death, se non a sprazzi come in una "On Your Time" che si lancia nel ricordo del periodo, e innestano un nuovo elemento a sostegno del suono, un apporto fondamentale nell'affinarlo e renderlo più elegante, entra infatti in formazione il tastierista Martin Brändström, figura che fornisce un notevole contributo a quello che diviene sul finire degli anni Novanta e inizio post-Duemila il marchio di fabbrica Dark Tranquillity.

Il lavoro in sé risulta essere molto più diluito e Stanne aumenta in maniera esponenziale le parti in cui utilizza la voce pulita,  melanconiche in "Therein" e "Undo Control" — duetto con Johanna Andersson —, emozionanti in "Auctioned" e a dir poco trascinanti in una "Nether Novas" probabilmente miglior brano dell'insieme. Gli innesti di tastiera e parti elettroniche, non ancora incisivi e determinanti come nelle produzione che verranno, iniziano a modellare una forma canzone più moderna e accattivante, caratteristica che si evidenzia in brani come "To A Bitter Halt", "The Sun Fired Blanks", "Dobermann" e la lenta "Day To End".

La band è in gran spolvero, le prestazioni sia di Jivarp dietro le pelli che dell’accoppiata chitarristica Johansson-Sundin (ha composto alcuni dei riff più belli proprio in questo lavoro) sono impeccabili, così com’è impeccabile il solito Martin Henriksson ancora nelle vesti di bassista — da "Heaven", con l'entrata di Nicklasson diverra la seconda sei corde sostituendo l'uscente Johansson — che come sempre esegue il suo compito senza macchia. Uno dei punti forti dei Dark Tranquillity è sempre stato  quello d'avere più menti compositive in formazione il che ha giovato nel dar nuova linfa e spunto in quell'ambito.

Criticato, odiato da alcuni, osannato da altri, "Projector" è l’anello di congiunzione fra il vecchio ed il nuovo, è l’album da conoscere per scoprire cos'erano e cosa son diventati i Dark Tranquillity e per gli amanti del genere un must assolutamente da possedere!

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