DARKENHÖLD – Castellum

 
Gruppo: Darkenhöld
Titolo: Castellum
Anno: 2014
Provenienza: Francia
Etichetta: Those Opposed Records
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TRACKLIST

  1. Strongholds Eternal Rivalry
  2. Le Castellas Du Moine Brigand
  3. Majestic Dusk Over The Sentinels
  4. Glorious Horns
  5. Feodus Obitus
  6. Le Souffle Des Vieilles Pierres
  7. L'Incandescence Souterraine
  8. Mountains Wayfaring Call
  9. The Bulwarks Warlords
  10. Medium Aevum
DURATA: 42:34
 

In rete leggo spesso commenti-lamentela riguardanti il mondo della musica e le sue mancanze di ispirazione e di innovazione, ma non ho mai compreso appieno questo tipo di critiche, spesso rivolte poi da gente che si sofferma ad ascoltare e comprare i soliti quattro grossi nomi e parla male o sconosce totalmente l'underground e la sua mentalità. Il discorso impostato da questi tizi dovrebbe prendere di mira un po' tutti i generi, invece sembra che quelli veramente in crisi siano i panorami maggiormente estremi, e il black metal — a esempio — viene frequentemente citato in qualità di vittima ideale della situazione.

Scrivendo di band che non inventano nulla ma hanno allietato, allietano e sicuramente allieteranno le mie giornate con la loro musica, non posso esimermi dal citare i francesi Darkenhöld, band che ha pienamente raggiunto la maturità con il terzo album "Castellum", dopo avermi deliziato nel 2012 con quel bel disco che porta il titolo di "Echoes From The Stone Keeper".

È palese come il sole a mezzodì che i riferimenti stilistici sui quali basano il proprio sviluppo attingono a piene mani dalla tradizione scandinava e le formazioni citate a influenza nella passata recensione sono presenze tranquillamente riscontrabili anche in questo nuovo capitolo. Ciò che però pone i Darkenhöld una spanna e più sopra la concorrenza risiede nelle loro qualità compositive e nell'ottima capacità di esprimere quel senso di atavico che permea le canzoni, utilizzando soluzioni che — per quanto note — affascinano e seducono l'orecchio, facendo sì che il carattere dei Darkenhöld sia ben vivo al loro interno.

Sinceramente reputo sia difficile amare un certo tipo di sonorità norvegesi e non rimanere incantato da quanto "Castellum" ci mette a disposizione sia dal punto di vista melodico ("Le Castellas Du Moine Brigand" e "Glorious Horns") sia da quello epico-magico ("Majestic Dusk Over The Sentinels" e "L'Incandescence Souterraine"). È chiaramente un lavoro impregnato di quell'aura medievale che scorreva come un fiume in piena internamente al genere nel corso degli anni Novanta, realizzata in maniera esemplare tramite l'impiego di tutti gli ingredienti necessari a far sì che l'antica atmosfera prenda vita. Pur risultando in più circostanze taglienti e maligni quanto basta, i Francesi infatti non hanno accantonato né le movenze acustiche né il supporto tastieristico che li hanno da sempre definiti.

I Darkenhöld si sono superati, realizzando un album con i controfiocchi, privo di cali di tensione e prodotto in modo tale da avere al contempo una risoluzione e una pulizia del suono buonissime. Hanno raggiunto il traguardo della terza uscita senza compiere passi falsi, comprovando che per ascoltare musica piacevole non si deve per forza vivere rinchiusi nel ricordo di ciò che è stato, come vorrebbero far credere i tizi di cui accennavo nella polemica a inizio testo. Ci sono infatti lavori, come quello ideato da questi musicisti, che continuano a inviare segnali positivi sullo stato di forma di un panorama che indubbiamente ha elargito i propri capolavori nelle decadi trascorse, ma all'interno del quale si possono trovare anche tutt'oggi delle piccole perle da far entrare in collezione, come "Castellum".

 

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