DARKTHRONE – Arctic Thunder

 
Gruppo: Darkthrone
Titolo: Arctic Thunder
Anno: 2016
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Peaceville Records
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TRACKLIST

  1. Tundra Leach
  2. Burial Bliss
  3. Boreal Fiends
  4. Inbreed Vermin
  5. Arctic Thunder
  6. Throw Me Through The Marshes
  7. Deep Lake Trespass
  8. The Wyoming Distance
DURATA: 39:21
 

Vicini ai trent'anni di carriera, i Darkthrone non mollano il colpo e continuano a sfornare dischi di qualità, forti di un nome leggendario e dell'assoluta libertà compositiva di cui godono. Dopo un album dalle spiccate sonorità speed-thrash come l'ottimo "The Undreground Resistance", i Nostri tornano a flirtare prepotentemente con il classico black metal che hanno contribuito a creare. Le sonorità del nuovo "Arctic Thunder" infatti ricordano molto i dischi della seconda parte di carriera ingiustamente sottovalutati, come "Ravishing Grimness", "Hate Them" e "Sardonic Wrath".

Riffing di chitarra ruvido e gelido come ai vecchi tempi, atmosfere opprimenti e la trionfante voce di Nocturno Culto a primeggiare. La differenza è nella batteria, decisamente meno sparata e più in linea con il classico heavy metal. L'alternanza al microfono (partita da "Dark Thrones & Black Flags") è ora alle spalle: il buon Ted Skjellum è tornato ad impadronirsi di tutte le voci del disco, scelta coerente con il sound duro e decadente delle otto tracce, la cui composizione è comunque equamente divisa tra i due componenti.

Nelle consuete interviste di complemento, Fenriz ha dichiarato che nella realizzazione di questo album è stato fortemente influenzato dal doom e da un certo tipo di metal dai ritmi lenti. E infatti, a contrasto con lo speed un po' caciarone degli ultimi anni, le canzoni da lui firmate procedono più lentamente, con riff massicci e pesanti, come l'apertura "Tundra Leech" e la traccia che porta il titolo dell'opera. Le canzoni di Culto invece spiccano per velocità e intensità, come l'irresistibile galoppata di "Burial Bliss" e il mid-tempo dai sapori melodici di "Deep Lake Trespass". Peccato per la chiusura affidata alla terribile "Wyoming Distance", una canzone che sembra scritta e suonata in cinque minuti, buttata lì giusto per far numero.

"Arctic Thunder" è semplicemente un disco dei Darkthrone, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Chi li ha sempre amati continuerà a farlo e non rimarrà deluso; chi li ha sempre odiati non si ricrederà di certo con questo album; mentre chi è rimasto al pensiero nostalgico degli anni '90 dovrà rassegnarsi e cercare altrove.

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