DARKTHRONE – Total Death

 
Gruppo: Darkthrone
Titolo: Total Death
Anno: 1996
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Moonfog Productions
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TRACKLIST

  1. Earth's Last Picture
  2. Blackwinged
  3. Gather For Attack On The Pearly Gates
  4. Black Victory Of Death
  5. Majestic Desolate Eye
  6. Blasphemer
  7. Ravnajuv
  8. The Serpents Harvest
DURATA: 35:47
 

Inutile star qui a descrivere i fasti passati e altrettanto inutile ricordare l'influenza, l'importanza e il valore che i Darkthrone si sono creati col passare degli anni, tutto questo è una sorta di legge che ogni ascoltatore di Black Metal dovrebbe aver ormai impressa come un marchio a fuoco nella propria mente!

"Total Death" è un lavoro purtroppo da sempre ingiustamente sottovalutato, perché mostrava una band in gran spolvero e capace di reinventarsi, allontanandosi gradualmente dal proprio passato, capace di stupire e lasciare tutti a bocca aperta (e alcuni con l'amaro in bocca), capace di cambiare dopo il momento di massimo splendore culminato con l'eccellente "Panzerfaust". È per questo motivo che vedo questo album come una sorta di svolta atta ad accrescere gli orizzonti musicali e non come un passo falso come molti — tra cui lo stesso Fenriz — affermano.

Ovviamente non siamo di fronte a un capolavoro di rara perfezione, né posso dire che non vi siano elementi magari troppo azzardati o fuori posto, particolari che curati con più attenzione avrebbero potuto dare maggiore fascino alla musica composta e valore al risultato finale. Così come l'ispirazione non sempre è all'altezza della gelida fama che sino a quel momento li aveva contraddistinti. Per esempio: la produzione nitida ma troppo ovattata è sicuramente portatrice di oscurità, a discapito però delle fredde ventate scandinave che erano diventate usuali per il gruppo, allo stesso modo il riffato sempre più influenzato da venature in stile vecchia scuola tende a donare un alone malsano infernale, scalzando per la maggior parte dal trono le care atmosfere nordiche e agghiaccianti.

Non tutto è andato perduto però, ci sono ancora canzoni che contengono il loro marchio di fabbrica tendente alla glacialità più scivolosa e penetrante: "Earth's Last Picture" col suo stupendo riff conclusivo, ben supportato da un basso ispirato e inaspettatamente melodico; la tiratissima "Gather For Attack On The Pearly Gates" o "Ravnajuv", traccia toccante e intensa che si avvicina maggiormente alla tradizione norvegese.

Il resto è un vero miscuglio, dai tempi medi cari al loro stile minimale all'insana lentezza portatrice di dolore interiore, dalla tenebrosa morbosità della violenta "Blackwinged" alla malata e schizofrenica "Blasphemer", una canzone fuori dagli schemi per loro, instabile, caotica e — perché no — spensierata! Infatti ascoltandola è come trovarsi di fronte a un pezzo fondamentalmente Thrash ma venato da influenze Punk, soprattutto per com'è suonata la batteria. Un affronto? Un omaggio al passato? Un errore? Io dico che è un esperimento fottutamente riuscito, incalzante e trascinante, un segnale di personalità, della volontà di non sottostare a schemi pre-imposti… Stona forse col resto dell'opera? Sinceramente no, quindi non vedo il motivo di attaccarmi a questa novità per cercare inutilmente di abbattere questo disco sincero e portatore d'odio, che aleggiava all'epoca sopra le menti di Nocturno Culto e Fenriz.

Una canzone che non mi prende affatto in realtà c'è, si tratta di "Black Victory Of Death", per me troppo leggera, tanto da farmi pensare che sia stata composta priva di coinvolgimento da parte del duo. Sulle altre, niente da obiettare, qualche calo qua e là, ma niente di eclatante, tutto il lavoro si mantiene su livelli qualitativi sopra la media. Non dimentichiamo infine un altro fattore innovativo, ovvero la partecipazione di più ospiti nella stesura dei testi, e che ospiti: trattasi infatti di nomi importanti della scena norvegese, tali Garm, Ihsahn, Carl-Michael Eide e Satyr, non aggiungo altro.

Siete sicuri che i Darktrhone siano morti dopo "Panzerfaust"? Io ci ripenserei e fossi in voi mi procurerei e consumerei questo "Total Death" fino a renderlo nauseabondo!

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