DAVID LYNCH’S HAT – Demo

Informazioni
Gruppo: David Lynch’s Hat
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: http://davidlynchshat.com – www.myspace.com/davidlynchshat
Autore: Mourning

Tracklist
1. I Was A Communist For The FBI
2. Elevator Ride From Sub-Level 5n-z To 1J (Intermission)
3. Sandwich Hat (The Human Disease)
4. DLH Radio (Intermission)
5. 33rd Street Rawson
6. Dance Of The Dream Man (DLH cover)
7. Hipster Bloodbath (bonus track)

DURATA: 24:50

E’ bello girovagare per la rete e incrociare progetti schizoidi che ti facciano dire: “ah qualcosa di diverso finalmente”.
Questo ho pensato ascoltando streaming su Myspace i pezzi de David Lynch’s Hat, li ho fatti andare un paio di volte sul player e poi ho contattato i ragazzi che gentilmente mi hanno dirottato sul sito ufficiale http://davidlynchshat.com/ da cui ho downloadato il demo offerto in versione gratuita.
Mistura difficile da descrivere quella proposta dal duo di menti Devious Edward e Slightly Depressed Luke, c’è dentro davvero di tutto: death metal, jazz, passaggi blues, incursioni in territori elettronici e industriali lasciando aperta la porta a qualsiasi intrusione purché sia fuori dal convenzionale.
Non è un caso in effetti che le influenze citate a riferimento siano le più disparate, si passa dai Fredrik Thordendal’s Special Defects a Tom Waits, da Devin Townsend a Frank Zappa e gli Opeth alle volte con la velocità di un battito di ciglia.
La massiccia mole musicale è condita da blast-beat e svariati samples che fanno di pezzi quali l’opener “I Was A Communist For The FBI” (gran titolo e atmosfera che tiene un piede nel periodo guerra fredda e l’altro in un romanzo stile Dick Tracy per la narrazione così retrò, leggetene il testo è fantastico), “Sandwich Hat (The Human Disease)” e la conclusiva bonus track “Hipster Bloodbath”, la più canonica se paragonata al resto della tracklist (coprono pure il versante black metal? sembra di sì), dei piccoli gioiellini che è più elementare assimilare in forma personale che tramite la delucidazione di qualsiasi parola che tenti di esplicarle, è troppo variegata la ruota a cui danno giro per ricondurla a uno stile univoco da cui far partire le divagazioni.
Stacchi be-bop, una cover geniale di “Dance Of The Dream Man” di quel maestro che è Angelo Badalamenti estratta “stranamente” dalla colonna sonora del celebre serial Twin Peaks diretto indovinate da chi? Ovviamente da David Lynch.
Le linee di voce effettata dall’esecuzione al limite col rap di “3rd Street Rawson”, le brevi incursioni affidate alla follia radiofonica di “DLH Radio (Intermission)” e alla classica ma deviata nell’animo interpretazione jazzata di “Elevator Ride From Sub-Level 5n-z To 1J (Intermission)” carica di disturbi e urla fanno di questo “Demo” un platter che chiunque cerchi note che vadano oltre qualsiasi confine predefinito dovrebbe ascoltare.
Sperimentale? Sicuro, è forse corretto definirlo schizoide all’inverosimile e questo a dirla tutta mi piace parecchio, i David Lynch’s Hat dimostrano d’avere carattere e personalità da vendere, non è un’accozzaglia di suoni messa lì alla rinfusa, tutto ciò che arriverà al vostro orecchio è organizzato all’interno di un preciso piano dove una sorta di caos entropico ha il pieno controllo della situazione.
Prodotto decisamente bene, i suoni sono abbastanza coerenti ed equalizzati in modo da rendersi apprezzabili in toto anche se non perfetti, come detto poche righe più su vi consiglio insieme al download dei brani di accaparrarvi anche i testi, avrete così un quadro più completo della scelta esistenzilistica del duo.
E’ prevista per quest’anno l’uscita dell’album di debutto “Stuff And Things”, sono curioso, dove rivolgeranno lo sguardo? Sapranno varcare le zone già esplorate puntando verso cosa?
Non mi resta che attendere e chissà che più in là non lo riferisca con un’altra recensione, intanto godetevi il demo e segnatevi il monicker David Lynch’s Hat.

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