DAVID STOCKDALE – Dark Riders

DAVID STOCKDALE – Dark Riders

Informazioni
Gruppo: David Stockdale
Titolo: Dark Riders
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Tanzan Music
Contatti: www.davidstockdale.it
Autore: Mourning

Tracklist
1. Here Comes The Night
2. Oh To Be Loved
3. High As A Kite
4. Earthquake
5. Going To My Baby
6. Neil’s Car
7. Boogaloo You
8. Ballad Of Tanya And Joe
9. Hunting Season
10. Who
11. Right From The Heart

DURATA: 47:51

Quarto album per l’artista statunitense pop/folk David Stockdale, il musicista di Santa Barbara cresciuto girando in lungo e largo la propria nazione, nutrendosi di blues e assorbendo le lezioni impartite da grandi del passato quali Joni Mitchell, James Taylor e Crosby & Nash, si presenta in una veste più “easy”, orecchiabilmente radiofonico e catchy l’approccio con cui distende il suo vellutato, incantato e ispirato sound.
E’ un artista “raffigurativo”, ricordate i vecchi libri di fiabe che sfogliandone le pagine venivano a creare una forma 3d con i suoni? Bene, “Dark Riders” è come un libro, una raccolta intensa ed emozionante, fatta di capitoli più dolci e cullanti e altri che “scuotono” l’anima con delicatezza ma facendola vibrare con insistenza. Per alcuni versi ho avuto l’impressione di avere alle orecchie una versione sofisticata di Jerry Cantrell di “Boggy Depot” che incontra il Tom Petty di “Into The Great Wide Open”, la titletrack di quest’ultimo è uno dei singoli che ho più amato di quest’artista e nel video si nota un giovanissimo Johnny Deep.
Le composizioni sono immediate, giungono al cuore bypassando le “leggi di mercato” che hanno il vizio di rendere qualsiasi brano avvicinabile allo stile “popular” uno stucchevole condensato di melodie melense condito da video con chiappe di fuori o coppietta innamorata come spunto obbligatorio per “rapire” il pensiero dell’ascoltatore, il tutto in salsa “really” soft.
“Dark Riders” è un ruscello che scivolando limpido su di un letto fatto di folk/blues, piglio R&B e la fruibilità del pop ti entra in testa con la semplicità dei ritornelli da canticchiare e far propri, dei testi basati per una volta su un vissuto quotidiano che non si fermi allo stereotipo del “sole, cuore, amore” che c’ha tanto rotto le scatole.
Come anticipato qualche riga più in su, il disco è al pari di un libro, va ascoltato con calma, assorbito godendo di ogni attimo e premendo il tasto “repeat” anche più volte, lasciate che la delicatezza che lo contraddistingue vi faccia compagnia liberandovi dai “demoni” che durante la giornata vi hanno attanagliato (lavoro, stress, debiti e chi più ne ha, ne metta), è inutile quindi che v’indichi un capitolo piuttosto che un altro, starà a voi scegliere quale vi rappresenti al meglio o se sia l’integrità dell’opera a darvi ciò che cercate.
Ennesima uscita pregevole che vede la collaborazione di Marco Tansini in veste sia di musicista che produttore a conferma di quanto l’occhio di quest’artista oltre che “guru” del settore sia di quelli rodati e che difficilmente ne sbaglia una.
La musica di David Stockdale è talmente piacevole e dai tratti raffinati che, per quanto credo sia radiofonicamente appetibile, non possa avere gran spazio all’interno di un circuito come quello nostrano che definire pietoso è quasi volergli dare una pacca sulla spalla, non posso far altro quindi che consigliare l’acquisto agli appassionati del cantautorato che non sente il bisogno di cervellotiche riflessioni per aprire le proprie porte a chi ascolta.

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