DAWN OF A DARK AGE – The Six Elements, Vol. 4 AIR

 
Gruppo: Dawn Of A Dark Age
Titolo: The Six Elements, Vol. 4 AIR
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Nemeton Records
Contatti:

Sito web  Facebook  Google Plus  Youtube  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Desperate Echoes From The Wood
  2. Argon Van Beethoven (1%)
  3. Children Of The Wind
  4. Darkthrone In The Sky
  5. Jukai
  6. Outro N.4 (Adieu Mon Ami)
DURATA: 36:24
 

È con un certo ritardo che mi accingo a parlarvi del quarto capitolo della saga dei Sei Elementi del progetto Dawn Of A Dark Age, uscito all'inizio di quest'anno. Purtroppo i vari impegni della vita extra webzine mi hanno costretto a rinviare la stesura di questo articolo, nonostante avessi comprato il disco già a gennaio a ridosso della pubblicazione.

Come ogni appuntamento con questa band, anche "The Six Elements, Vol. 4 AIR" porta con sé alcune novità insieme a elementi che garantiscono continuità fra un disco e l'altro. Di nuovo l'amalgama di elementi provenienti dal metal estremo e dal jazz, momenti acustici e sfuriate in blast beat, chitarre distorte e fiati, sfocia in un composto organico inedito, ormai inutile da sezionare nelle singole parti quanto da godere nella sua interezza e originale bellezza. A livello stilistico l'album è una prosecuzione coerente del capitolo precedente dedicato al fuoco, dotato forse di meno picchi di tensione brucianti e meno sferzante ma con una spinta generale più accentuata, in rispetto dell'elemento a cui le nuove canzoni sono ispirate: l'aria; come se il soffio dell'ispirazione fosse più diffuso invece che concentrarsi in precisi spazi. I quattro nuovi brani, racchiusi da intro e outro d'ordinanza, possiedono un gusto melodico notevole e accattivante ma mai ruffiano, insieme a una propensione progressiva che rende le strutture compositive fluide e dilatate, prive di confini rigidi. Le atmosfere generate spaziano fra furia, angoscia, psichedelia e un'armonia che nasconde sempre qualcosa di oscuro e inaspettato.

In questa occasione sono cambiati i compagni di avventura del factotum Vittorio "VK" Sabelli, autore di musica e testi, sempre alle prese con un numero spropositato di strumenti e ruoli: chitarra, basso, voci pulite, clarinetto, sax baritono e alto, pianoforte e tastiere. Troviamo infatti Lys degli Enisum allo scream e Diego "Aeternus" Tasciotti (già attivo in Lord Vampyr, Massemord e Handful Of Hate fra gli altri) alla batteria, finalmente umana: il primo è arcigno e sempre incisivo, modulando il suo ringhio in base alle situazioni, pure verso il growl; il secondo dona invece quel dinamismo e quel tocco ritmico caldo in precedenza assenti.

L'aria è l'elemento protagonista di questa quarta parte, sempre in contesti pittoreschi e differenti: dapprima incontriamo l'argo, un elemento presente nell'atmosfera che diviene il gas (nobile) killer di "Argon Van Beethoven (1%)", poi una vera e propria macabra ode ai venti con "Children Of The Wind". Il rimando di "Darkthrone In The Sky" invece è meno immediato e dal celebre cielo psichedelico dei Beatles ci si ritrova in un tributo lirico a Nocturno Culto e Fenriz! Addentrandosi nel testo, si scopre che i versi racchiudono tutti i titoli degli album composti dal duo, in un omaggio davvero diverso dal solito. "Jukai" infine tratta della spettrale foresta giapponese di Aokigahara, teatro di numerosi suicidi.

La forza di Dawn Of A Dark Age resta ancora la capacità di coniugare avanguardia e progressione restando sempre fruibile, mi verrebbe da dire alla mano, mai pretenzioso o tronfio, rispettando così uno dei fondamenti di quel black metal tradizionale da cui prese le mosse inizialmente. Ascoltare la musica di Vittorio Sabelli e non trovare nemmeno uno spunto di interesse è impossibile, perciò consiglio a tutti quanti l'approccio con "The Six Elements, Vol. 4 AIR".

Facebook Comments