DAY BEFORE US – Prélude À L’Âme D’Élégie

 
Gruppo: Day Before Us
Titolo: Prélude À L'Âme D'Élégie
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: OPN
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TRACKLIST

  1. Lorsque La Nuit Lasse Étreint L'Inconnu
  2. Ecstasy Of The Stigmatist
  3. Voyna Serdtsa
  4. Alda Börnom
  5. Talk Room
  6. Rise Of Elegeia
  7. Tempestarii
  8. La Somnambule
DURATA: 41:56
 

Torna sulle pagine di Aristocrazia un progetto ormai noto ai lettori più attenti, in special modo a tutti gli appassionati delle sonorità darkwave, ambient e neoclassiche. Philip Blanche arriva con la quarta incarnazione su disco del suo progetto Day Before Us (tre album e un EP per la precisione), presentando un volto per certi versi inedito della propria musica e uscendo per la prima volta dall'assioma che sostiene la sua produzione fin dagli esordi.

La vera svolta stilistica di "Prélude À L'Âme D'Élégie" sta nel progressivo abbandono delle uggiose melodie al pianoforte (magari con una leggera pioggerella di sottofondo) in favore di atmosfere più cupe e vicine a sonorità puramente dark ambient, in cui melodia e field recording lasciano largo spazio a sintetizzatori e campionature. La traccia d'apertura "Lorsque La Nuit Lasse Étreint L'Inconnu" è quasi programmatica in questo senso: in essa il pianoforte iniziale viene risucchiato in un abisso sonoro di sintetizzatori e non riesce più a uscirne.

Il disco è più vario rispetto ai suoi predecessori e in generale meno malinconico e più solenne, ma non per questo meno profondo. Le atmosfere ieratiche create dall'organo in "Ecstasy Of The Stigmatist" si sposano con grande coerenza con l'austerità del canto in russo di Natalya Romashina (da poco ufficialmente entrata a far parte del progetto) in "Voyna Serdtsa" o con i sospiri, accompagnati da un velo disturbante di sintetizzatori disarmonici, di "Alda Börnom".

Come sempre, nei dischi di Day Before Us c'è un po' di Italia. Non solo perché come in precedenza fa capolino Giuseppe Verticchio (una istituzione nel suo campo) in fase di mastering, ma anche per la presenza di un compatriota, Davide Riccio, alla voce nella traccia "Rise Of Elegeia".

Senza alcuna fatica si arriva ai brani che concludono l'opera: il magnifico "Tempestarii", composto da due distinti movimenti musicali il cui unico destino è quello di essere divorati da un travolgente muro di sintetizzatori; e "La Somnambule", pochi secondi in cui riappare il vecchio Philippe Blanche a sottolineare con delicate note al pianoforte le parole conclusive recitate da Jessica Peace.

Eviterò di perdermi nei superflui elogi che ogni volta mi trovo a fare alla fine di una recensione di Day Before Us, ma una cosa va detta: Philippe Blanche non sbaglia un colpo.

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