DAY OF DOOM – The Second Coming

 
Gruppo: Day Of Doom
Titolo: The Second Coming
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Lavadome Productions
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TRACKLIST

  1. Pale Delineations
  2. The Unblinking Eye
  3. Tempest Of Revenge
  4. Nightmare Child
  5. Womb Of Hell
  6. Hatred Is
  7. Kill All The Humans
  8. Perpetual Sorrow
  9. Lust For Blood
  10. Release The Inner Demon
  11. These Creatures
  12. The Exalted Ones
  13. Inhumans
  14. Slaves To Insanity
DURATA: 51:21
 

I Day Of Doom sono al secondo passaggio su Aristocrazia, il primo avvenne un paio di anni fa con Bosj, ritrovatosi a recensire il terzo album della band statunitense, "The Gates Of Hell" (2014), non rimanendone particolarmente colpito. Stavolta è invece il turno del sottoscritto: fra le mani mi è infatti giunto, sempre attraverso l'attivissimo Jan di Lavadome Productions, l'uscita intitolata "The Second Coming". Per quanto si possa pensare a una pubblicazione nuova di pacca, nei fatti non lo è, si tratta invece di una ri-edizione dei due lavori di inizio carriera, "Night Horror" (2006) e "Slaves Of Insanity" (2010), racchiusi in un'unica scaletta della durata di oltre cinquanta minuti e forniti di una rinnovata — se così si può definire — produzione a cura di Rich Hervey.

La proposta di Hervey (batteria, voce e tastiere), Doug Randazzo (chitarra, basso e voce) e Sam Lara (basso e voce) non riserva sorprese nel suono e nell'impostazione. Essa vive, si nutre e respira il death metal della fine degli anni Ottanta e dell'inizio dei Novanta, sfruttandone sia il lato perverso e malevolo che quello brutale ed efferato. Vi sarà pertanto semplice individuare le formazioni e gli ascolti influenti in ambito compositivo: Morbid Angel, Immolation, Deicide, Gorguts, Suffocation e via discorrendo.

Detto ciò, tengo però a precisare che il lavoro compiuto dal trio è tutt'altro che disprezzabile. I brani sono quanto di più classico possa esserci, anche per ciò che riguarda l'operato dietro al banco di missaggio, ben lontano dagli standard di pulizia e perfezione odierni, elemento che potrebbe essere un punto a favore per alcuni. Al tempo stesso, pur rimanendo estremamente ancorato a quella forma integralista di devozione all'old school, ci permette comunque di trascorrere dei buoni momenti. Pezzi come "Tempest Of Revenge" e "Kill All The Humans" (nei quali prende parte in veste di solista Mr. Doug Cerrito, ex Suffocation e Hate Eternal, al tempo anche co-produttore di "Night Horror") o "Lust For Blood", "Inhumans" e "Slaves To Insanity" saranno pure l'ABC del death metal e nulla più, un qualcosa a cui forse ci siamo sin troppo abituati, arrivando a sottovalutarne il valore, tuttavia oggi più che mai apprezzo esecuzioni così spudoratamente incentrate sul non inventare letteralmente nulla, concentrandosi al contrario su ciò che conta davvero, vale a dire il Death Metal. A questo processo contribuisce forse anche la noia derivata dalla svolta brutale e tecnica che ha preso sin troppo piede nel corso dell'ultima decade.

Per chiudere, si potrebbe asserire che i Day Of Doom siano un gruppo per soli fanatici e penso proprio che potreste tranquillamente vederla così. Sarei altrettanto certo che a loro andrebbe benissimo.

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