DE MAGIA VETERUM – The Divine Antithesis

 
Gruppo: De Magia Veterum
Titolo:  The Divine Antithesis
Anno: 2011
Provenienza: Paesi Bassi
Etichetta: Transcendental Creations
Contatti: Sito Ufficiale
 
TRACKLIST

  1. Transfiguration
  2. The Stench Of Burning Wings
  3. The Flaming Sword
  4. The Heavens
  5. Torn Between Ruins, Faith And The Divine
  6. Burning Hands And A Crown Of Flames
  7. Angelical Deformity
DURATA: 35:42
 

De Magia Veterum è un progetto solista guidato da M. (al secolo Mories De Jong), musicista neerlandese già piuttosto conosciuto all'interno della scena grazie ad altre sue creature, Gnaw Their Tongues su tutte. "The Divine Antithesis" è il terzo full uscito sotto il monicker De Magia Veterum. Ciò che questo signore ci propone è un misto tra Avantgarde Black e Industrial, una commistione altamente esplosiva che mi ha fatto pensare a un incrocio tra le sonorità di matrice Blut Aus Nord e le parti più deliranti di gruppi come Control Human Delete, The Axis Of Perdition e Diabolicum (e credetemi se vi dico che non mi sognerei mai di scomodare nomi simili invano).

La musica qui presentata si basa principalmente su velocità folli e sconsiderate, drum machine impostata su ritmi pazzeschi, sintetizzatori che portano carichi di morbosità nell'atmosfera e vocals schizzatissime. Raccogliendo alcune informazioni ho potuto sapere che "The Divine Antithesis" è un concept basato sulla figura di una personalità ecclesiastica tormentata e dilaniata dai propri demoni interiori: devo dire che sia la bella copertina quanto la parte musicale ricostruiscono molto bene queste vicende. Il mood generale viaggia e si mantiene perennemente all'interno di una dimensione alienante e angosciosa, per certi versi cacofonica e per qualcuno sicuramente incomprensibile, ricolma di puro delirio spirituale.

Pezzi come "The Stench Of Burning Wings" e "Burning Hands And A Crown Of Flames" basterebbero già per donare un'interpretazione piuttosto univoca del messaggio che il mastermind ha voluto tradurre in musica: gli stop e le ripartenze schizofreniche, inframezzati a nervose e dissonanti parti di chitarra, (rare) apparizioni di tastiere e arrangiamenti destabilizzanti, potrebbero essere il miglior preludio ad una caduta senza fine nel baratro della più totale insania psichica. Il basso pulsante e marziale accompagnato da un riffing dal retrogusto norvegese di "The Flaming Sword", le disarmoniche ed eversive scale di "The Heavens" e l'incedere infernale e privo di apparente logica di "Torn Between Ruins, Faith And The Divine" sono le aggiunte che rendono "The Divine Antithesis" un disco votato alla polverizzazione di una qualunque parvenza di stabilità.

I puristi dovranno evitare questo album come la peste, ma chiunque goda delle perle rilasciate dalle band sopracitate e non aspetti altro che tuffarsi in un mare ricolmo di estremismo e deflagrante follia sonora avrà di che rallegrarsi. "The Divine Antithesis" farà bruciare sulla pelle dell'ascoltatore ben disposto gli stessi tormenti provati dal personaggio del concept, mentre sarà semplicemente cacofonia indecifrabile per altri. Mi auguro per voi che possiate appartenere alla prima categoria sopraindicata, sarebbe davvero un gran peccato non riuscire a entrare in contatto con un disco di questa levatura.

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