DEAD ALONE – Vitium

 
Gruppo: Dead Alone
Titolo: Vitium
Anno: 2010
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Follow
  2. Road To Perdition
  3. Reign Of Decay
  4. Collapse
  5. Scars
  6. Inside The Void
  7. Catharsis Along The Treshold
  8. Syndrome
  9. Abandoned
  10. Dead End
DURATA: 43:45
 

I tedeschi Dead Alone rientrano sulla scena a distanza di due anni dal buon secondo album "Phobia", continuano ad autoprodursi e proseguono il percorso evolutivo che li ha caratterizzati, dando vita a un "Vitium" ancor più maturo e ricco di spunti apprezzabili. Se già nel precedente capitolo discografico le atmosfere scure avevano avuto modo di farsi largarmente spazio all'interno della proposta, nei quasi quarantacinque minuti che formano quest'ultima prova in studio la presenza di quella vena dark metal si è notevolmente accentuata, avvolgendo i brani e facendoli brillare di scuro, garantendo così un richiamo in più per l'orecchio. La base classica di matrice death-thrash, di per sé dotata di innesti melodici e partiture dal fascino tendente al doom, possiede stavolta un equilibrio controllato e levigato dalle sbavature che in passato mantenevano vivo quel senso di decisione intrapresa ma non ancora del tutto accettata.

Uno dei dati positivi che ho potuto riscontrare nei lavori dei Dead Alone è di avermi abituato a uscite in cui la scaletta — oltre a comprendere i classici due o tre brani di spicco — gode compattezza robustezza tali da far sì che ogni singola traccia diventi importante nel procedere dell'ascolto, tanto che sinora non mi è mai successo di doverne saltare volutamente qualcuna. Sia l'immaturo quanto genuino "Silvering Marrow" o quest'ultimo "Vitium" poco cambia: la preparazione, il riffato e l'incisività in genere di quest'ultimo sono nettamente superiori alle doti espresse al tempo del debutto, si riscontra però sempre un fattore comune portante e importante nel loro modo di concepirli, vale a dire la passione con la quale modellano la musica.

"Reign Of Decay", "Collapse", "Inside The Void" e "Dead End" possiedono tutte le caratteristiche peculiari e le influenze che negli anni i Teutonici hanno assorbito ed elaborato, alle quali viene in supporto — oltre a una musicalità fresca — una dose di malinconia e atmosfera ricollegabile al doom-death primordiale.

Esecutivamente parlando, i reparti in toto hanno acquisito sicurezza e stabilità: il riffato di Martin e Fred ha mantenuto la sua semplicità espressiva, pur dimostrando di avere impresso maggiore spinta e carattere agli episodi; Florian dietro il microfono è più preciso e scuro nei toni, siano essi parlati o dediti al growl; mentre Sebastian ha confermato la sua proverbiale dote di motore non particolarmente dinamico, ma che sa quando, come e dove colpire.

I Dead Alone hanno acquisito quella sicurezza che serviva loro per divenire a tutti gli effetti una band di valore, con "Vitium" il passo è stato fatto e il risultato avuto è quanto di meglio ci si potesse attendere. Il disco è ordinabile direttamente attraverso il loro sito ufficiale, non vi resta che fare una capatina lì e se non li conosceste già dare un ascolto. Coloro i quali invece avessero già avuto il piacere di incontrarli e ne fosse interessati, mettano mano al portafoglio e se ne accaparrino una copia.

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