DEAD ASYLUM – General Carnage

 
Gruppo: Dead Asylum
Titolo: General Carnage
Anno: 2013
Provenienza: Canada
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Committed
  2. Ashes Of The Saviors
  3. Hate Evolution
  4. Payable In Blood
  5. Choke
  6. Machines
  7. Every Dead Thing
  8. Flames Of Brutality
DURATA: 37:08
 

I canadesi Dead Asylum sono una formazione di nascita recente (2011) e puntano su una composizione metal che pone sul piatto della bilancia elementi death e thrash metal, una rifinitura melodica dall'approccio discretamente fruibile e una prestazione strumentale e vocale che mantiene la tensione interna ai brani ininterrottamente alta. Non sempre riescono nell'intento, ma l'ascolto della loro prima opera "General Carnage" fa ben sperare.

I musicisti di Vancouver (Tyler "One Shirt" Forde alla chitarra, "Metal" Mike Lister alla voce, Samantha "The Rackage" Landa alla batteria e Tyler "Shit" Meierhofer al basso), prendono spunto da artisti quali Kreator, Exodus e Amon Amarth per confezionare un album di debutto equilibrato, valido nel randellare quanto nei fraseggi maggiormente melodici. Questi ultimi creano inoltre degli spazi nei quali le aperture solistiche vengono esibite con risultati soddisfacenti, come accade in "Payable In Blood", "Choke" e nella conclusiva "Flames Of Brutality".

La band non si concede ammorbidimenti in ambito ritmico, infatti le violente scorribande in blast beat da parte di Samantha, autrice di una prestazione selvaggia dietro le pelli, la fanno da padrone, come dimostra ill martellante incipit di "Machines". Nemmeno la voce scende a compromessi, optando per un growl in versione duale interpretato dai chitarristi, che tuona imperterrito di brano in brano. I quattro musicisti sono compatti, sempre pronti a sciorinare groove e a consegnarci una serie di canzoni rocciose che invitano a fare headbanging.

"General Carnage" è quel genere di disco che infili nel lettore quando senti il bisogno di una bella botta di adrenalina e al quale non viene richiesto di fare altro, né ti passa per la testa di chiederglielo. Tirando le somme, per i Dead Asylum è un buon passo iniziale e — una volta segnata la via — non rimane che continuare a percorrerla.

 

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