DEAD END FINLAND – Stain Of Disgrace

DEAD END FINLAND – Stain Of Disgrace

 
Gruppo: Dead End Finland
Titolo:  Stain of Disgrace
Anno: 2011
Provenienza:  Finlandia
Etichetta: Inverse Records
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TRACKLIST

  1. My Fate
  2. Nothing Left To Bleed
  3. Stain Of Disgrace
  4. Fields Of Silence
  5. Sea Of Eternity
  6. Riot
  7. Sinner's Day
  8. Cry For Innocence
  9. Face The Enemy
  10. Betrayed
DURATA: 36:17
 

I finnici Dead End Finland debuttano nel 2011 con l'album "Stain Of Disgrace". Il disco suona moderno e interpreta il melodic-death imbastardendolo con le aperture vocali in pulito e l'uso delle tastiere a supporto che incoraggiano spesso e volentieri un andazzo particolarmente fruibile, in verità neanche troppo rispetto a quello proposto da molti loro colleghi.

Il paragone con i connazionali Grendel di "Corrupt To The Core" potrebbe anche scapparci, infatti, oltre al sound comune per più di un verso, hanno anche un altro punto di contatto in Mikko, cantante di entrambe le band. Insieme all'artista citato sono presenti Santtu Rosen (chitarra e basso) e Jarno Hänninen (tastiere) che erano già dentro il panorama melodic death grazie alle esperienze passate in formazioni quali i Life Is My Enemy e Divercia.

Questi due musicisti inoltre credo abbiano trasportato in parte anche il loro background gotico nella stesura dei pezzi rendendolo influente, questo grazie ai trascorsi in altri act quali gli stessi Divercia, Lost In Twilight ma soprattutto Dilemma e Dying Daylight; lo si nota ad esempio nell'accompagnamento delle parti in clean voice, momento in cui l'atmosfera diviene particolarmente emotiva. Non è una novità per chi ascolta prodotti del genere provenienti dalla Finlandia, anche se il frutto di questo sforzo non s'identifica solamente con la propria patria, la Svezia seppur in minima parte c'è e si presenta con gli ovvi Dark Tranquillity e gli Scar Symmetry.

La pancia della scaletta, contenente "Sea Of Eternity" e "Sinner's Day", rappresenta appieno ciò che i Dead End Finland sono capaci di realizzare. La prima è sorretta da un aleggiare sinfonico e, per quanto la strofa si esprima in maniera rude, il ritornello ne liquefà la durezza con l'assolo di chitarra piazzato nella fase centrale-finale a rincarare la dose di pathos, mentre la seconda è più arrembante nel complesso, le tastiere divengono un tappeto più leggero, le sei corde sono più accese e il ritornello, pur dimostrandosi particolarmente catchy, asseconda una ritmica che assume posizione ferrea.

Nulla di nuovo sia chiaro, però quando oltre ai nomi già invocati durante l'ascolto di "Stain Of Disgrace" si ha l'impressione che i Sentenced facciano capolino, quando ci si accorge che nella sua natura volutamente distante dalle prove più taglienti possiede le doti accattivanti adeguate a creare un coinvolgimento, le tastiere di "My Fate" e "Cry For Innocence" proprio per i loro suoni potrebbero far storcere il naso ai più, in quel momento ci si rende davvero conto che il disco è una compagnia che non si disdegna.

La bella prestazione del cantante poi mi fa sorgere un dubbio: ma se gli Scar Symmetry al posto di quel tizio che canta alla Tiziano Ferro avessero preso uno come Mikko la storia sarebbe andata diversamente? Tutto questo rifletterci su mi fa pensare che i finlandesi siano stati abili nell'intrattenermi, perché la musica è anche questo, una forma di comunicazione e intrattenimento che deve farti star bene.

Se adorate la Svezia dei tempi della scena di Gothenburg "Stain Of Disgrace" è ben lontano dal suonare anni Novanta; se invece avete continuato a seguire il genere adottando parametri di giudizio nuovi e legati all'evolversi dello stile accettandone i cambiamenti, in questo caso i Dead End Finland potrebbero risultarvi interessanti e di conseguenza ve ne consiglio l'ascolto.

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