DEAD SUMMER SOCIETY – Visions From A Thousand Lives

 
Gruppo: Dead Summer Society
Titolo: Visions From A Thousand Lives
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Explicit
  2. I Met You In Heaven And Hell
  3. Shadow I Bear
  4. The King's Alone
  5. Down On You
  6. Her White Body, From The Coldest Winter
  7. Last Winter I Died
  8. The Way
  9. Within Your Scars
  10. Unreal
  11. I Fade
  12. Army Of Winter (March Of The Thousand Voices)
DURATA: 01:00:40
 

Ricordate gli How Like A Winter? È da un bel po' che non si fanno sentire, ma a quanto ho letto si stanno dando da fare sia per ristampare il primo demo "The Winter's Near", sia per un nuovo disco. Nell'attesa di queste due uscite possiamo deliziarci con il debutto sulla lunga distanza di Dead Summer Society, side-project del chitarrista Mist.

Si rimane sempre in ambito Gothic con evidenti influenze Doom, territorio ormai conosciuto dal mastermind; e l'esperienza si sente, le composizioni emanano fin dalle prime note di pianoforte di "Explicit" quell'atmosfera tipica del genere che non sempre si riesce a ricreare senza usare soluzioni fin troppo abusate. È proprio il lato sinfonico, assolutamente ben dosato — niente tastiere onnipresenti ed esagerate quindi — a risultare tra i punti forti del disco: gli archi leggeri accarezzano delicatamente le trame della chitarra che si mostrano come una base solida e rocciosa, non c'è spazio per quelle sei corde scialbe e fin troppo Power che si sentono ultimamente nel genere; al contrario ci troviamo di fronte a un riffing prevalentemente Doom con qualche leggera traccia di Death melodico ("Down On You", "Army Of Winter (March Of The Thousand Voices)") e di Black ("I Fade"). Ottimo anche il lavoro con l'acustica, presente in molti brani ma che spicca soprattutto nell'intermezzo "Last Winter I Died", in "Within Your Scars" e in "Shadow I Bear", in cui svolge il suo compito passando dal ruolo di protagonista nei passaggi più rilassati a quello di accompagnatrice nelle parti più dinamiche, un'alternanza decisamente ben fatta. Il pianoforte, citato precedentemente, è un'altra caratteristica fondamentale della proposta: le melodie sono tipicamente Gothic ma comunque ben strutturate, le intro di "Down On You" e "I Met You In Heaven And Hell" sono due tra gli esempi più evidenti.

La sezione ritmica è costituita da un basso che svolge un buon lavoro senza strafare e da una drum machine che costituisce uno dei piccoli difetti del lavoro: programmata abbastanza bene, si sente una discreta varietà con molti cambi di tempo, tuttavia i suoni sembrano davvero troppo finti. Un maggiore impegno sull'effettistica, o ancor meglio una batteria reale, avrebbe giovato non poco; e in effetti "The Way", brano accostabile a certa elettronica d'atmosfera, risulta riuscitissima da questo punto di vista (ma non solo). Altra critica va fatta alla voce: se da un lato troviamo Trismegisto (Teeth And Thorns e Corvus Invictus, oltre che nel progetto omonimo) destreggiarsi bene tra sussurri, clean e growl, dall'altro abbiamo la voce femminile di Federica che non soddisfa allo stesso modo: le parti di spoken word ricordano vagamente i Cradle Of Filth ma senza lo stesso pathos, anzi a volte danno l'impressione di essere vuote e senza emozione, complice un tono monotono che avrebbe necessitato di una recitazione migliore; la sensazione sparisce parzialmente nel canto vero e proprio, "Unreal" è ben interpretata mentre "Within Your Scars" ha ancora qualche sbavatura.

La produzione è buona, pulita e adatta al genere, mostrandone le varie sfaccettature, come già detto c'è qualche aggiustamento da fare alla batteria ma nel complesso non ci si può lamentare. Il progetto ha molto potenziale, Mist dimostra di saper fare del buon Gothic Metal che spicca rispetto alle uscite piatte che purtroppo si trovano in quantità industriale da qualche anno a questa parte; a qualunque fan del genere l'ascolto è consigliato, progetto da seguire nei suoi prossimi passi.

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