DEAD WOMAN’S DITCH – Seo Mere Saetan

 
Gruppo: Dead Woman's Ditch
Titolo: Seo Mere Saetan
Anno: 2017
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Third I Rex
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TRACKLIST

  1. The Ugly Truths
  2. Failed To Rot
  3. We Are Forgiven
  4. Break The Mind
  5. Mr. Kipper
  6. Crusade
DURATA: 41:07
 

I Dead Woman's Ditch sono un quartetto proveniente dal Somerset e proprio da una denominazione arcaica della suddetta contea britannica prende il titolo il loro album di debutto, "Seo Mere Saetan". Non si limitano però a questo i legami con tale territorio, poiché il nome del gruppo stesso è un riferimento a un sito preistorico, il quale pare sia stato teatro anche di omicidi ed efferatezze varie. Glenn Charman (peraltro ex membro degli Electric Wizard) e soci esordiscono dunque con un'opera che segue un canovaccio concettuale ben studiato, preannunciandosi senz'altro impegnativa.

La proposta dei Nostri è formata da sonorità cupe e basilarmente lente — non disdegnando tuttavia accelerazioni — e atmosfere mortifere, ricolme di pulsioni sinistre e di movenze evocative. Le melodie acide e angoscianti generano visioni di insani e oscuri orrori brulicanti, mentre una sorta di psichedelia degenerata e corrosiva diviene il contorno di ritmiche corpose e granitiche; all'interno di queste ultime si innestano urla sgraziate e altri sgolati vocalizzi in stile Tom G. Warrior, alternati a voci pulite e a uno scream languido e maligno che potrebbe a volte ricordare persino alcune performance ormai più che ventennali di Abbath.

Con sapiente maestria, i Dead Woman's Ditch fanno coesistere l'istintività oscura del Black Metal, la pachidermica oppressione tipica dello Sludge, caliginosi retrogusti tanto cari a certi movimenti Dark e strati sottili ma impattanti di lisergica e deviata sperimentazione: il risultato di tale amalgama è un personalissimo e sincopato compendio di inquietante psicosi, un turbinante vortice di follia sanguigna. Questo lavoro è a tutti gli effetti un vaso di Pandora contenente le più turpi e demoniache manifestazioni della corruzione interiore, un lascivo e immorale monumento alla viziosa depravazione che cova nei cancerosi e bui recessi dell'animo umano; un viaggio disturbante e disarmonico che vi porterà a scoprire la natura stessa della più profonda degenerazione e che vi metterà di fronte a quella maligna e nera alienazione che rende qualsiasi uomo potenzialmente in grado di commettere le peggiori atrocità.

I quattro musicisti hanno sfornato un disco psicologicamente violentissimo, subdolo e fosco, ma brillante nella sua capacità di esprimersi in maniera così tenebrosa e affascinante, evidenziando l'ispirata creatività dei suoi compositori. "Seo Mere Saetan" è un album che fa male davvero e che dovreste affrontare solo se vi sentite in grado di sopportare una caduta libera da un'altezza folle in un minaccioso e plumbeo oceano, sulla cui superficie vedrete riflessa l'immagine del lato peggiore di voi stessi.

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