DEADHORSE – We Can Create Our Own World

DEADHORSE – We Can Create Our Own World

Informazioni
Gruppo. Deadhorse
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/deadhorsepa
Autore: Mourning

Tracklist:
1. No Particular Night Or Morning
2. Dreaming In The Face Of Disaster
3. Exiles
4. Question For Which There Are No Answer
5. Last Night Of The World
6. Visionaries
7. The Long Rain

DURATA: 49:41

Esiste musica di ogni tipo, per ogni momento e situazione della nostra vita, per qualsiasi stato d’animo o semplice cambiamento affiori durante la nostra giornata, le note sanno e possono essere la soluzione, la compagnia o il sollievo adatto per ciò che andiamo ricercando.
Il post-rock strumentale è una delle correnti che meglio si addice al fattore umore, il suo appeal sofisticato seppur assemblato frequentemente in minimalistica maniera trova molteplici essenze e odori per inondare le giornare di un ascoltatore che abbia in sé un’immaginazione capace di tramutare il suono in forma.
I Dead Horse, band di Erie in Pennsylvania, hanno da poco pubblicato in autoproduzione il debutto “We Can Create Own Our World”, la scia di act che seguono sembra ricondurre a Explosion In The Sky, Mogwai e Tides From Nebula, sonorità dolciastre condite da un sentore epicheggiante legato alle emozioni trasmesse intensamente da esecuzioni che seppur prive di voce a tratti acquisiscono parvenza d’urlo a squarciagola.
Sette tracce dalle intestazioni controverse e malinconiche, “Question For Which There Are No Answer” e “Last Night Of The World” attendono forse che tutto finisca per poter dar vita al nostro mondo di cui parla il titolo?
Le composizioni, pari a diamanti opachi, sporchi per l’esser stati riposti troppo in un cassetto a prendere polvere, si scrollano di dosso quella fine coltre che li ombrava grazie a delle chitarre forti, energiche, sprezzanti una melancolica visione che non vede l’ora di venir fuori per aprire gli occhi e bagnarsi alla vista del sole che la faccia brillare.
Ed è così che ascoltando tracce quali “Dreaming In The Face Of Disaster”, “Visionares” e “The Long Rain” il trasporto è naturale, siano il basso, l’organo o la batteria che seguiate, è il complesso che traina un carro che mira in alto puntando oltre le nuvole.
Suonato con passione e una istintiva naturalezza che lo rende ancor più interessante, “We Can Create Own Our World” è un disco che sa come far compagnia e regalare quasi un’ora di spensieratezza tramite un viaggio che miscela dolce e amaro.
Se le formazioni citate in testa alla recensione sono fra i vostri ascolti, segnatevi i Dead Horse, passate sul loro Myspace e date loro un’opportunità accostandovi a questo lavoro.

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