DEADLY MOSH – Hellsound

DEADLY MOSH – Hellsound

Informazioni
Gruppo: Deadly Mosh
Titolo: Hellsound
Anno: 2012
Provenienza: Serbia
Etichetta: Miner Records
Contatti: facebook.com/pages/Deadly-Mosh/148556775195928
Autore: Mourning

Tracklist
1. Hellsound
2. Judgment Day
3. Deadly Mosh
4. 2000 Years Of Decay
5. Priestkiller
6. We’ll Meet Again
7. Stargate
8. Fuck Holy War
9. Deadly Night
10. Landlords
11. Room Of Glass

DURATA: 43:46

Dalla Serbia con amore per il thrash giungono a noi i Deadly Mosh. La formazione — seppur sia attiva solo da un lustro, si è data parecchio da fare — avendo già pubblicato due ep (“Deadly Pollution” e “The Blind Leads The Blind”), tre split in compagnia di Pollution (dei quali il chitarrista Andrija “Devilchaser” Grozdanovic è un ex), Warnament, Nadimac e Toxic Trace (intitolati rispettivamente “Pollution – Deadly Mosh”, “Labeled To Confront” e “Serbian Thrash Metal Fist Unleashed”) e l’album “Hellsound” nel 2012 contenente undici pezzi di speed-thrash innegabilmente devoti alle sonorità ottantiane di formazioni che è inutile citare in ogni singola recensione.

Come hanno deciso di giocarsi la partita i serbi? Nella maniera più semplice e probabilmente anche più logica: puntano tutto sull’attitudine, sulla grinta riversata all’interno dei brani e su una prestazione genuina, priva di fronzoli, che però ogni tanto perde qualche colpo. La coda del disco con la più lunga “Room Of Glass” — a seguire la bella botta sui denti di “Landlords” — smorza infatti un po’ l’entusiasmo. Alla band piace viaggiare spedita e canzoni nelle quali scorrono fiumi di adrenalina come “Deadly Mosh”, “Fuck Holy War” e la precedentemente citata “Landlords” sono buonissime rappresentanti della voglia di fare presente nei musicisti.

La prestazione dietro al microfono di Milos Stosic Stole “Priestkiller” è buona e il nostro non disdegna spesso di salire su di nota, bella ad esempio la sua prova in “Stargate”, ed è altrettanto efficace ed emotivamente convincente nel lento “We’ll Meet Again”, brano dedicato all’amico Boško Radišic, cantante degli Space Eater scomparso tragicamente nel 2009. Avevo letto in più di un commento in rete che ci fossero delle somiglianze nello stile dei due e in effetti è un’affermazione che non si può definire errata, mentre mi sarei atteso una maggiore varietà in ambito percussivo, il batterista Bora “Helldiver” Petrovic svolge il suo compito con discreta resa e nessuna pecca particolare, è quasi catalogabile come ordinaria amministrazione e probabilmente in alcuni momenti avrebbe potuto osare un po’ di più.

La produzione di “Hellsound” è decisamente ben fatta, magari meno levigata e un po’ più incline a dar spazio alle caratteristiche d’assalto all’arma bianca, poiché la ritmica incessante e i riff taglienti sono fra le armi migliori in dotazione ai Deadly Mosh, si sarebbe potuto ottenere un suono più affine a quello ottantiano. In questo caso più che in altri è quindi il gusto personale a farla da padrone, tale aspetto non è perciò a mio avviso considerabile come negativo.

Con i Deadly Mosh si va sul sicuro, avrete la possibilità di ascoltare un buon album e si sa che ormai tutto ciò che c’era da dire e suonare è già stato detto e suonato, quindi mettiamo di lato le solite paranoie e prendiamo “Hellsound” per quello che è: una divertente e vitale prova thrash, starà poi a noi decidere quanto e come entrerà a far parte delle nostre giornate.

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