DEADPOOL – Idle Hands

DEADPOOL – Idle Hands

Informazioni
Gruppo: Deadpool
Anno: 2009
Etichetta: Self Released
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Devil’s Playground
2. Seven Witches
3. Breakdown
4. Southern Pride
5. Eyes Of The Deceived
6. Damage Done
7. Black Cloud
8. Balls Deep
9. Mercury
10. Do You Know The Word?
11. (silence)
12. (silence)
13. Electric Doom (Black Sabbath cover)

DURATA: 52:22

DEADPOOL - Idle Hands Formazione proveniente da San Antonio, Texas, e che è tutto tranne che alle prime armi, i ragazzi si sbattono dal finire dei Novanta auto producendosi e sono giunti l’anno passato a rilasciare il loro terzo album “Idle Hands”.
Negli anni hanno avuto il piacere di condividere il palco a fianco di act illustri quali Watch Tower, Crowbar, Mercyful Fate e Helstar, cosa che ha giovato non poco alla maturazione della band.
Il sound thrash dei DEAdpOOl è fortemente groovy, la presenza e influenza forte di musicisti come i Pantera e i Testament si coniugano con una propensione prorompente e moderna che si nutre del post dei Machine Head e delle ritmiche spacca ossa dei migliori Lamb Of God.
Un miscuglio difficile magari da far digerire a chi è prettamente un conservatore ma che viene composto ed eseguito seguendo dettami conosciuti ma proposti con gusto, non facendosi mancare pure fasi adatte a uno sfrenato mosh pit, una serie di brani decisamente appetibili da più palati musicali che mostrano di possedere carattere.
“Seven Witches”, “Black Cloud” (ascolto l’entrata di batteria e mi viene in mente “Criminally Insane”?), “Balls Deep”, “Damage Done” e “Mercury” sono gli episodi che spiccano all’interno di un “Idle Hands” che come fiore all’occhiello presenta una traccia conclusiva omaggio ai Black Sabbath, “Electric Doom” è infatti l’unione di due canzoni storiche del combo inglese: “Electric Funeral” e “Hand Of Doom”, entrambe estratte dall’indiscutibile capolavoro intitolato “Paranoid”.
Per quanto concerne le prestazioni dei singoli tengono banco la buona vena compositiva del riff maker e solista Carlos Lopez e il lavoro di drumming svolto da Chris Wolfe che in certi passaggi ricorda un Chris Kontos d’annata (1994 e che annata!!!), supportato dal chirurgico basso di Mike Lopez, preciso e compatto.
Discorso a parte per la voce di Gordon Ireland, il cantante si destreggia egregiamente sia nelle fasi concitate sia in quelle dedite al clean con l’unica pecca di ricalcare delle linee vocali, soprattutto in alcuni passaggi, già sentite, un approccio catchy piacevole sia chiaro ma che poteva esser reso ancor più accattivante distanziandolo magari da quello proposto da realtà note.
L’album è curato in tutti i suoi aspetti, l’artwork scelto è integralmente dedicato all’arte di manifattura italica, riconoscerete infatti “La Tentazione Di Cristo” del Botticelli, “La Creazione D’Adamo” e “La Morte Di Uria” del Michelangelo impresse su fronte, retro e interno del booklet.
Il vecchio e il nuovo s’incontrano e s’intrecciano nella musica dei DEAdpOOl, se non avete limiti mentali e andate oltre il definito old school o meno, date una possibilità di girare nel vostro stereo a “Idle Hands” e chissà che non vi prenda, tentar non nuoce.

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