Deathspawn - Reverendus

DEATHSPAWN – Reverendus

Gruppo: Deathspawn
Titolo: Reverendus
Anno: 2020
Provenienza: Polonia
Etichetta: Defense Records
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TRACKLIST

  1. Grace Of Purpose
  2. Sacred Ground
  3. Masticate The Soul
  4. The Relusion
  5. Reverendus
  6. Rage Of Pariah
  7. Traitors Will Pray
  8. Mausoleum Of Bones And Flesh
DURATA: 37:14

C’erano una volta i Resurrection, formazione death metal più o meno stabile della Pomerania. Non mancava molto al quartetto per festeggiare il suo primo decennio di attività quando, nel 2019, l’impresa chiuse i battenti. Nomen omen, i membri degli ex Resurrection non sapevano starsene con le mani in mano e dopo poco misero in piedi i Deathspawn, nuovo progetto morigerato ed educatissimo, il cui debutto avviene una manciata di mesi dopo con l’uscita di Reverendus su Defense Records.

Nella favola dei Deathspawn vanno chiarite due cose dal primissimo momento. La prima è relativa alla loro formazione. Il quartetto non vanta tra le sue fila facce tenere e coccolose come quelle dei volpini della stessa area, ma i brutti ceffi coinvolti hanno musi conosciuti: su tutti, il mastro picchiatore di pentole, Krzysztof Klingbein, venticinquenne impegnato dal vivo con Hate (seppure per il solo 2018) e Vader. La seconda precisazione da fare riguarda, invece, la proposta del quartetto polacco, perché se da un lato ha ben chiari i riferimenti locali in ambito death metal, dall’altro Reverendus ci fa intuire come certe legnate siano figlie di insegnamenti d’oltreoceano.

I 37 minuti di Reverendus sono un concentrato di death tanto concentrato quanto violento e al vetriolo. Il growl di Krzysztof Klingbein è cavernoso, le linee di chitarra ad appannaggio suo e di Romek Brzeziński tecniche al punto giusto e la sezione ritmica gestita da Klingbein e Piotr Jankowski sembra procedere col pilota automatico, tra spinte coi tempi dimezzati e rincorse forsennate. Un ottimo esempio di questo mix ce lo offre “Rage Of Pariah”, sesta traccia in scaletta e, ironicamente, ultimo singolo rilasciato nel 2018 dai Deathspawn quando ancora si chiamavano Resurrection.

Reverendus non riserva particolari sorprese, ma è pur sempre un ascolto che con molta probabilità regalerà qualche gioia agli aficionado del genere. Detto questo, dita incrociate per il futuro: i Deathspawn hanno tutte le carte in regola per tirare fuori lavori decisamente memorabili. Intanto, Reverendus è un buon biglietto da visita.