DECAYING – Encirclement | Aristocrazia Webzine

DECAYING – Encirclement

Informazioni
Gruppo: Decaying
Titolo: Encirclement
Anno: 2012
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Hellthrasher Productions
Contatti: myspace.com/decayingofficial
Autore: Mourning

Tracklist
1. Initiation
2. Operation Citadel
3. From The Cradle To The Grave
4. Artillery Barrage
5. Battle Of The Somme
6. Conclusion
7. On the Path Of Subjugation
8. The Hell Of Verdun
9. Public Enlightenment
10. The Rising Sun

DURATA: 01:05:58

DECAYING - Encirclement Alle volte capita di ascoltare un disco e pensare “già sentito”, altre volte ti vien da dire “cazzo è un plagio”, i Decaying sono una via di mezzo fra le due cose.
Premettendo che la giovane realtà finnica farebbe godere gli “old school maniac” proprio per il suo non inventare nulla, e li potrei definire parafrasando il mitico pezzo di Alan Sorrenti “Figli Delle Stelle” con un più adatto “figli di Van Drunen”, quello che è ovvio dopo “l’on air” di “Encirclement” è che act come Asphyx, Hail Of Bullets e Bolt Thrower siano l’abc del sound dei ragazzi.
Se da un lato sono quindi più che felice di avere fra le mani un disco che non possiede dei cali evidenti nel quale però è palese la mancanza di personalità, dall’altro c’è da notare che per rilasciare un lavoro guerrafondaio ed elaborato in un certo modo ci voglia non solo quella caratteristica “assente” parzialmente giustificata ma anche il tenere conto che il prolungarne la durata in maniera eccessiva può divenire un’arma a doppio taglio.
“Encirclement” possiede dei pezzi veramente belli, basti citare “From The Cradle To The Grave”, “Battle Of The Somme”, “On The Path Of Subjugation” e “The Hell Of Verdun”, è però esageratamente tirato per i capelli, ci sono almeno una decina
di minuti in più che allungano e rendono difficoltoso arrivare alla conclusione di un monolite fiero e battagliero simile. Mettete sul piatto il debutto degli Hail Of Bullets, “…Of Frost And War”, uno dei pochi album dichiarabile come capolavoro senza che ci sia obiezione se non da pochi “folli”, beh, quel disco non arriva all’ora di durata (si aggira intorno ai cinquantasette minuti), qui invece siamo ben otto minuti oltre quella soglia e sul piatto non ci sono la competenza tecnica nelle strutture e il carisma di quegl’artisti a sorreggere il platter, anche se devo dire a favore dei Decaying che sostanzialmente si difendono molto bene e che la voce di Matias Nastolin è interessante proprio perché si avvicina più volte come timbro e impostazione a quella utilizzata da Martin.
Un lavoro per “aficionados”? Di sicuro. Per questo motivo io stesso sarò il primo a supportare i Decaying e “Encirclement” augurando loro però di riuscire a districarsi dalla ragnatela d’influenze che li attanaglia, col tempo finirebbe per soffocarli rendendoli sempre più un “clone”. Date una svolta al sound non snaturandolo ma mettete del vostro ragazzi.