DECONSTRUCTING SEQUENCE – Access Code

 
Gruppo: Deconstructing Sequence
Titolo: Access Code
Anno: 2014
Provenienza: Polonia / Inghilterra
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Habitable World Is Found
  2. We Have The Access Code
DURATA: 16:05
 

Aristocrazia vi aveva presentato i Deconstructing Sequence in maniera approfondita grazie alla recensione di "Year One" redatta al tempo da Akh., mentre il sottoscritto si era occupato ancor prima della formazione che aveva fatto da punto di partenza a questa realtà multiforme e in costante progresso: i Northwail. Se il 2013 era stato l'anno d'avvio dei lavori per questi artisti polacchi ormai stabiliti in Inghilterra, il 2014 è quello che ha portato con sé le prime conferme, conferme che vengono affidate anche stavolta a un mini-lavoro il cui titolo è "Access Code".

I due brani racchiusi ("Habitable World Is Found" e "We Have The Access Code") ci preparano a una vera e propria odissea spaziale, non credo sia un caso che in apertura ci accolgano le parole My God, it's full of stars! tratte da "Odissea Nello Spazio" di Kubrick. Di lì in poi infatti s'intraprende un viaggio ricco d'incognite, nel quale le sonorità estreme, avanguardiste ed elettroniche proposte vanno a miscelarsi continuamente, dando forma a una sorta di perpetua contrazione ed espansione che è complicato inserire in un filone musicale unico. Quello elaborato dalla band è un impasto che suona progressivo, death metal, evolutamente post black e trascina con sé internamente a questo vortice futurismi industriali e geometrie soniche math che — pur riconducendo alla mente chissà quanti nomi — sprizzano carattere proprio e voglia di esplorare da ogni singola nota emessa.

Non fatevi ingannare dal mutamento in corsa della musica, poiché sono egualmente fascinose sia le scorribande violente e furiose, che gli attimi in cui le componenti statico-elettroniche e le partiture praticamente smorzate d'impatto dominano la scena, infettandola in maniera "cosmica" grazie all'ingresso della chitarra acustica e dei sintetizzatori. Del resto, come lo stesso testo di "Access Code" declama, sono i Deconstructing Sequence a tenere saldo il pallino del gioco, manipolando la situazione in corso come più gli aggrada:

We have the access code to survive
Channel the stream of life
We have the access code
Forged in minds
Holding the key
We went where you're never been

L'universo è infinito e la comunicazione perpetua innescata nella speranza di avere una risposta o una chiarificazione sulla destinazione da raggiungere infonde quella teatralità narrativa capace d'innalzare ulteriormente lo spessore artistico di un ep che in quanto a personalità e padronanza d'idee si fa decisamente rispettare. Nel lavoro dei Deconstructing Sequence emerge la solidità di un progetto che passo dopo passo si sta avvicinando alla realizzazione di quello che si spera sia l'obbiettivo di grossa portata: il debutto di durata estesa.

La loro stella brilla luminosa, riusciremo a vederla entrare a far parte del gotha di questo arzigogolato mondo di suoni e sequenze? Le promesse fatte sinora sono state mantenute e i Deconstructing Sequence si stanno guadagnando la fiducia sul campo, non resta che rinnovargliela ancora una volta e attendere. In bocca al lupo!

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